Aldo, 89 anni: il decano dei cavatori: "Via i cellulari, andate nei boschi"

Nella giornata di chiusura del Salone del tartufo bianco pregiato, l’appello di Bianchini ai giovani .

Aldo, 89 anni: il decano dei cavatori: "Via i cellulari, andate nei boschi"
Aldo, 89 anni: il decano dei cavatori: "Via i cellulari, andate nei boschi"

Nei giorni in cui si celebra il Salone del Tartufo Bianco sono le storie di vita a rendere ancora più speciale il legame tra il prezioso tubero e il territorio. Come quella di Aldo Bianchini, 89 anni, da 70 cercatore di tartufi che diventa ideale testimonial, col vanghino in spalla e il suo cane al guinzaglio. "Non posso stare sul divano a riposare, questa è la mia vita", quindi un appello ai più giovani: "Fate come me, staccatevi un po’ da telefonini e social, andate nei boschi perché fa bene alla salute e si può tirar su anche qualche euro". Le sue parole sono la dimostrazione che la “cava“ del tartufo non conosce età. Bianchini, iscritto all’associazione Tartufai Altotevere, dove il fratello Italo fra i fondatori ricopre il ruolo di segretario, è il decano dei cavatori tifernati. Ha iniziato dall’età di vent’anni prima a Pietralunga, poi a Città di Castello dove quasi quotidianamente esce con il proprio cane nei boschi del comprensorio alla ricerca del prezioso tubero, in ogni stagione, con il caldo e con il freddo, con la nebbia e la neve.

"Ho lavorato sempre in campagna nell’azienda agricola di famiglia ed ho iniziato da giovane ad andare alla ricerca dei tartufi, profumo e sapore che a casa mia hanno fatto parte della vita quotidiana, grazie anche alle tagliatelle e gnocchi preparati da mamma Ester", racconta Aldo ricordando frigoriferi stracolmi di tartufi bianchi o neri e di lunghe traversate negli anni 50-60 dei tanti cavatori altotiberini con i muli verso Acqualagna a rifornire un mercato che era punto di riferimento. Nella sua mente tanti ricordi e aneddoti legati alle innumerevoli uscite nei boschi ai tanti cani, Zara, Brilla, Dik, in prevalenza bracchi pointer, insostituibili protagonisti, che lo hanno affiancato nella ricerca e di quella trifola di quasi un chilo che ha scovato tanti anni fa in una fredda giornata d’inverno. A distanza di quasi settanta anni dalla prima uscita nei boschi, si rinnova questo rito anche in questa stagione. Intanto oggi è l’ultimo giorno per la 43esima edizione del “Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato“ in svolgimento in centro storico con tanti appuntamenti. A partire da quello più strettamente legato proprio ai cani e alla cerca del tartufo: stamani l’associazione Tartufai Altotevere ha organizzato la seconda edizione dei memorial dedicati ad Alessandro Ghigi e Jimmy Cecchini, una gara inserita nel circuito nazionale in cui si sfideranno a colpi di cronometro i cani da tartufo di tutte le razze provenienti dal Centro-Italia. Teatro della sfida del fiuto, a partire dalle 8 i Giardini del Cassero che si affacciano sulla cattedrale e piazza Gabriotti.