IACOPO NATHAN
Calcio

Una stagione in numeri. Le maglie per la Serie A. Tra cabala e dediche

Svelati anche i numeri di maglia della rosa nerazzurra in vista del campionato. Spiccano le scelte di Meister e Tramoni, che scelgono rispettivamente la 9 e la 10. Tra i nuovi, Nzola continua con la 18 e Aebischer con la 20, difesa confermata.

Svelati anche i numeri di maglia della rosa nerazzurra in vista del campionato. Spiccano le scelte di Meister e Tramoni, che scelgono rispettivamente la 9 e la 10. Tra i nuovi, Nzola continua con la 18 e Aebischer con la 20, difesa confermata.

Svelati anche i numeri di maglia della rosa nerazzurra in vista del campionato. Spiccano le scelte di Meister e Tramoni, che scelgono rispettivamente la 9 e la 10. Tra i nuovi, Nzola continua con la 18 e Aebischer con la 20, difesa confermata.

La cabala, come la scaramanzia, che lo si voglia o meno, sono componenti sempre presenti nella storia del mondo del calcio. Perché dietro a ogni risultato sportivo, ogni tifoso è convinto di aver dato il suo contributo rispettando tutta una serie di regole e comportamenti, naturalmente auto imposti. Dalla posizione sul divano all’orario di ingresso allo stadio, dal tipo di panino mangiato fino alla maglietta indossata. Ecco, se i tifosi sono convinti di poter cambiare le sorti di una stagione solo grazie a dei piccoli rituali, consolidati nel tempo perché fatti proprio in occasione di una partita speciale, anche i calciatori stessi non sono da meno. Il rapporto tra giocatori e numeri di maglia è sempre stato speciale e viscerale, capace di raccontare storie incredibili e segnare delle epoche.

Che la famosa "numero 10" rappresenti un qualcosa di speciale per tutti non è neanche motivo di discussione, ma lo dobbiamo a Pelé per primo. Il numero 7 del Manchester United ha una storia di campioni infinita, iniziata con George Best e arrivata fino a Cristiano Ronaldo. Solo un Maldini può indossare il numero 3 del Milan, dopo che Cesare prima e Paolo dopo le hanno ritagliato un posto nell’olimpo del pallone. Prima del debutto stagionale in Coppa Italia contro il Cesena, gara poi vinta ai rigori, il Pisa ha annunciato i numeri di maglia degli eroi nerazzurri, che scenderanno in campo per il ritorno in Serie A dopo 34 anni. E anche qui, naturalmente, si vanno subito a cercare i numeri più "storici" e significativi. La numerologia sportiva vuole che dall’1 all’11, ovvero i più classici e quelli che un tempo erano obbligati per i vari ruoli, abbiano un valore speciale, quindi partiremo proprio da quelli. Semper, dopo aver difeso i pali con la numero 47 nell’anno della promozione, ha scelto di prendere la 1, forse anche per fare chiarezza sulle gerarchie. La 12, quella del secondo portiere, trova in Nicolas un nuovo padrone. Angori tiene la sua 3, capitan Caracciolo la 4 e Canestrelli la 5. Intoccabile la 6, guai a pensare di toglierla dalle spalle di Marin, confermata anche la 8 di Hojolt.

La 7 ha un nuovo proprietario, con Leris che, dopo aver recuperato dal lungo stop, abbandona la 37. E ora si entra nel vivo. Il peso dell’attacco, almeno in senso evocativo, se lo carica sulle spalle Meister, che prende la numero 9. Emozionante, come è giusto che sia, la maglia numero 10, forse la più pesante nella storia del calcio.

Tramoni, infatti, per l’arrivo in Serie A con la maglia nerazzurra, non si tira indietro, ma anzi raddoppia, scegliendo di vestire i panni del genio, pronto a far innamorare nuovamente tutti i tifosi. La 11 lasciata "orfana" dal Corso passa sulle spalle di Cuadrado, che già in passato l’aveva indossata rendendo onore al numero che si addice di più alle "frecce impazzite". Menzione speciale per i nuovi arrivati. A parte il colombiano ex Atalanta tra le tante. M’Bala Nzola ha scelto di continuare la sua avventura con la maglia numero 18, Akinsanmiro la 14, Aebischer si porta da Bologna la numero 20, Vural la 21, Scuffet la 22, Denoon la 44 e Lusuardi la 47.

Un posto speciale nel cuore dei tifosi pisani e non, invece, ce l’ha il centravanti Alexander Lind, che sulle spalle porta il 45, lasciando però da parte la scaramanzia. Il numero, che può sembrare insolito, è dedicato alla madre, scomparsa proprio all’età di 45 anni. Una scelta pesante, di cuore, che non può che strappare applausi. E il bello dei numeri è proprio questo, ogni calciatore, ogni appassionato e ogni tifoso possono legarci un momento preciso, una sensazione, un istante pieno di gioia o di dolore, di felicità o di rabbia, ma che comunque non passerà mai.