Non è la prima volta. Ma è come se lo fosse, almeno per una buona parte delle generazioni cresciute sotto la Torre. Il Pisa torna in Serie A per l’ottava occasione nella sua storia e lo fa con l’entusiasmo di chi sa che ogni "prima volta" è un’avventura. Dopo 34 anni di attese, sogni, cadute e risalite, i nerazzurri riabbracciano la massima serie. Ma dove eravamo rimasti (al netto del match con l’Atalanta)?
L’ultima apparizione nel massimo campionato risale al 1990-91, quando ancora si assegnavano due punti per vittoria, le partite si seguivano alla radio e la Serie A era un campionato a diciotto squadre. La prima esperienza, invece, fu nel 1968-69: 6 vittorie, 8 pareggi, 16 sconfitte, 26 gol segnati e 44 subiti. Un penultimo posto che condannò la squadra alla retrocessione, ma segnò l’inizio di una lunga (e un po’ travagliata) relazione con il grande calcio. Poi, dal 1982 al 1991, sette stagioni complessive in Serie A, la nota (e un po’ mitica) "Era Anconetani". In quegli anni il Pisa visse momenti di gloria, pur restando sempre in lotta per non retrocedere. Eppure, l’identità di quella squadra, il calore dei tifosi, il fascino dell’Arena Garibaldi la resero indimenticabile. Il miglior andamento si registra nel 1982-83: 27 punti, 8 vittorie, 11 pareggi e una salvezza tranquilla. La stagione con più successi in assoluto, invece, è stata quella del 1990-91, con 8 vittorie, 34 gol fatti e 60 subiti. Il Pisa chiuse all’ultimo posto, salutando poi per oltre tre decadi il campionato più alto. Il miglior piazzamento? Il dodicesimo posto, raggiunto sia nel 1983 che nel 1988.
Complessivamente, le sette stagioni raccontano di 42 vittorie, 77 pareggi, 99 sconfitte, 174 gol fatti e 275 subiti. Una media punti di 0,74. Con il sistema attuale dei tre punti (la riforma è stata applicata dalla stagione 1994-1995), il Pisa avrebbe una media di 29 punti a stagione. Attualizzando i rendimenti, si arriverebbe a 28 punti. La promozione di giugno riporta la città al centro della scena. Pisa si riscopre protagonista, sospinta da un orgoglio popolare che non si è mai spento. Ora inizia la sfida più difficile: restare in Serie A, come riuscito soltanto due volte in una storia secolare.