
I tifosi nerazzurri aspettano da 34 anni il ritorno della Serie A all’Arena Garibaldi
Un calendario che racconta più di una stagione: è la storia di un ritorno, di una sfida, di una città che si riaffaccia al grande calcio dopo più di tre decenni. Ogni giornata è un appuntamento con la storia, ogni domenica (o lunedì, venerdì, sabato) un confronto con il passato, con quelle foto in bianco e nero ora più che mai vive di colori. La Serie A, quella vera, è tornata. E non fa sconti: non ci saranno tappe interlocutorie, margini per rilassarsi, soste per tirare il fiato. Ma ci sarà, sempre, il cuore pulsante della tifoseria pisana, pronta a colorare gli spalti con la passione che ha reso celebre questa piazza anche nei lunghi anni dell’attesa.
E chissà che quei 5.885 chilometri percorsi avanti e indietro per lo Stivale, per seguire il Pisa SC in questa avventura storica, non siano soltanto l’inizio. Perché oggi il Pisa non è più la cenerentola che spera in un ballo di gala: è una neopromossa che vuole restare, crescere, costruire. Con l’ambizione di chi ha toccato il fondo e conosce il valore di ogni passo verso l’alto.
Domani sarà già tempo di Pisa-Roma, il vero battesimo casalingo in Serie A per i nerazzurri. E la settimana successiva si torna subito in campo, ancora all’Arena, contro l’Udinese. Poi sarà un susseguirsi di big match: Napoli, Fiorentina, Bologna, Verona, Milan, Lazio, Torino. Un autunno da stropicciarsi gli occhi, tutto d’un fiato, senza pause né partite interlocutorie. Non ci saranno “mezze gare” o turni per respirare: ogni sfida sarà un banco di prova, ogni punto potrà fare la differenza.
A novembre arrivano gli scontri diretti da non fallire, quelli che potrebbero pesare sul cammino salvezza, obiettivo dichiarato del Pisa: Cremonese e Sassuolo. In mezzo, giusto per ricordarsi dove si è tornati, farà tappa all’Arena anche l’Inter. A dicembre, altre due gare cruciali: Parma e Lecce, entrambe da affrontare con la massima concentrazione. Poi ancora Cagliari e Juventus. E a gennaio, per chiudere al meglio il girone d’andata, Genoa e Como. Il 2026 del Pisa si aprirà a Udine, nella prima gara del girone di ritorno. Appena una settimana dopo, all’Arena arriva l’Atalanta.
Poi una trasferta da brividi a San Siro contro l’Inter, una delle sfide più affascinanti ma anche più difficili del calendario. Serviranno compattezza e attenzione per uscire indenni dal Meazza.
Febbraio si apre con un’altra partita che vale doppio in ottica salvezza: il Sassuolo, avversario diretto, in un match da non sbagliare. Poi Verona e Milan, in un confronto di grande prestigio. Segue il derby dell’Arno contro la Fiorentina, in uno stadio Franchi che si preannuncia bollente.
Il mese di marzo si apre con Bologna e Juventus. Poi spazio a due partite che, a primavera inoltrata, potrebbero diventare decisive: Cagliari e Como.
Ad aprile torna all’Arena il Torino, poi si va a Roma all’Olimpico, prima di un finale di campionato che si preannuncia rovente. Le ultime, infatti, potrebbero decidere le sorti dei nerazzurri, con quattro sfide cruciali in sequenza: Genoa, Parma, Lecce e Cremonese. Infine, due chiusure da grande palcoscenico: Pisa-Napoli e Lazio-Pisa. Una stagione che, solo a scriverla qui su queste pagine, ancor prima dell’inizio, lascia senza fiato. Ora tocca al campo, ai gol, alle emozioni. E alla città, che dopo tanti anni ha finalmente ritrovato il suo posto tra le grandi.