LORENZO VERO
Calcio

Potenza e talento in attacco. Un "armadio" per fare a sportellate. Da lui passano i gol per la salvezza

L’attaccante angolano arriva in prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina dopo un lungo corteggiamento . Gol, fisico e sregolatezza: pronto a guidare i nerazzurri in A. Ha tutte le qualità per rilanciarsi sotto la Torre.

L’attaccante angolano arriva in prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina dopo un lungo corteggiamento . Gol, fisico e sregolatezza: pronto a guidare i nerazzurri in A. Ha tutte le qualità per rilanciarsi sotto la Torre.

L’attaccante angolano arriva in prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina dopo un lungo corteggiamento . Gol, fisico e sregolatezza: pronto a guidare i nerazzurri in A. Ha tutte le qualità per rilanciarsi sotto la Torre.

Ventinove anni da poco compiuti, 185 centimetri d’altezza e una struttura fisica da fare invidia. Un nuovo armadio a disposizione di Alberto Gilardino. M’Bala Nzola è il rinforzo per il reparto offensivo giunto dal mercato, in prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina, che ha mantenuto il controriscatto. Partito da Buco-Zau, cittadina di appena 40mila abitanti in Angola, è arrivato fino a Pisa. Una storia di alti e di bassi quella dell’attaccante, che in nerazzurro ha tutto per rilanciarsi. Lui che sarà pure un classe 1996, ma di esperienze ne ha vissute: la sua avventura in Italia è iniziata nel 2016, a Francavilla in Serie C, passando quindi da Carpi, Trapani e finendo allo Spezia. Lì, l’ascesa con Vincenzo Italiano in panchina che vale la promozione in Serie A. In massima serie, l’impatto è devastante: salvezza con 11 gol segnati in 25 partite. Non solo un attaccante fisico, ma di talento, imprevedibile, di qualità: "Lo chiamiamo Dybala (sfruttando l’assonanza con il suo nome)" aveva dichiarato Italiano. L’allenatore con cui è sbocciato, però, lascia in direzione Firenze (lo ritroverà due anni dopo), e il rapporto con il successore, Thiago Motta, non sboccia: appena due reti in 21 partite. A rompere il rapporto, la sfuriata dell’allenatore in occasione della partita con l’Inter, quando Nzola, subentrato al 60’, venne sostituito dopo 11 minuti per punizione, al termine di una scena di cinque minuti nella quale l’attaccante non è riuscito a togliersi l’orecchino, vietato sul terreno di gioco. D’altronde è questo, genio e sregolatezza. Thiago Motta se ne va a fine stagione e, con Luca Gotti prima e Leonardo Semplici poi, l’angolano torna a brillare: lo Spezia retrocede, ma lui segna 13 gol, sbagliando però il rigore nello spareggio salvezza con il Verona. È tempo di fare un passo in avanti: Fiorentina. 47 partite, 7 gol e 5 assist in una stagione sola, nella quale ha giocato anche la finale di Conference League contro l’Olympiacos, prima del prestito al Lens, in Ligue 1. L’avventura francese inizia al meglio: 7 gol in 24 partite prima di essere messo ai margini ad aprile, probabilmente per motivi disciplinari.

Una storia lunga nove anni che adesso fa tappa a Pisa, voluto dalla società già ben prima che sfumasse il sogno Simeone, partito poi per Torino. "Penso spesso al mio passato. Quando sono giù fisso lo specchio e penso: "M’Bala, non puoi mollare ora", ha dichiarato in un’intervista a gianlucadimarzio.com. Su Instagram ha scelto Naruto come immagine di profilo: "Riesce sempre a mantenere i nervi saldi, mi rivedo molto in lui". Molto attento all’immagine anche fuori dal campo, con un occhio di riguardo sulla moda e un compito è serio: guidare una neopromossa alla salvezza.