
Antonio Aldo Caracciolo, 35 anni. Sopra Simone Canestrelli, 24 anni
Cuore, coraggio, carisma: tre sostantivi che iniziano con la stessa lettera, tre parole che identificano concetti cruciali per la corsa verso la salvezza che il Pisa ha iniziato pochi giorni fa nella trasferta di Bergamo. Tre, come i tre capitani dello spogliatoio nerazzurro – il quarto è Marius Marin – i cui cognomi iniziano con la "C" e che rappresentano i pilastri del pacchetto difensivo a disposizione di Alberto Gilardino. Il primo è "Il" capitano, il giocatore che alla causa dello Sporting Club ha sacrificato quasi per intero un ginocchio, è dovuto passare attraverso dolori, sacrifici e anche la paura di dover abbandonare anzitempo il suo sogno. Invece Antonio Caracciolo è ancora lì, nel cuore della difesa del Pisa, a comandare e guidare i compagni con un gesto, uno sguardo, una prestazione da uomo d’acciaio.
Tante volte, nella passata stagione, aveva sottolineato come fosse vicino al suo "ultimo giro di giostra" e volesse togliersi la soddisfazione di vivere una stagione da capitano del Pisa in Serie A. Questa suggestione si è avverata e adesso non resta che godersi questo viaggio in quella che, ormai, è divenuta la sua seconda casa. L’altro punto di riferimento è Arturo Calabresi, il più classico dei leader silenziosi. Un uomo, ancor prima che un giocatore, dalla vastissima cultura personale: un bagaglio che al difensore romano è servito per accettare, ingoiare e trasformare in stimoli i molti bocconi amari trovati nel piatto dall’arrivo a Pisa nell’estate del 2022. Giunto in nerazzurro con l’etichetta di trascinatore e vincente, è incappato insieme alla squadra in un paio di stagioni sfortunate e avare di soddisfazioni. Il duro lavoro e la serietà però ripagano sempre: così è arrivata la gioia della promozione dello scorso maggio, ottenuta con i gradi della riserva di lusso di un gruppo che ha ispirato con l’atteggiamento, la determinazione e l’attaccamento alla maglia. Valori che risulteranno decisivi anche in Serie A.
Infine Simone Canestrelli, l’elemento di questo terzetto che più di tutti si avvicina all’identikit del difensore moderno. Fortissimo fisicamente, intelligente nella lettura delle diverse situazioni di gioco, abile sia nel gioco aereo che nella costruzione della manovra grazie a un piede molto educato, pericolosissimo ogni volta che si spinge nell’area avversaria. È arrivato in Serie A nel momento più giusto della sua carriera: a 25 anni (ancora da compiere) si è affermato come uno dei centrali più forti della cadetteria e il naturale esito di questo percorso era l’esame con la massima categoria. Vi è approdato da assoluto protagonista, con i gradi del capitano, e intende rimanerci.
M.A.