
Esistono le tifoserie, quelle organizzate, colorate, capaci di riempire in modo più o meno massiccio gli spalti di tutti gli...
Esistono le tifoserie, quelle organizzate, colorate, capaci di riempire in modo più o meno massiccio gli spalti di tutti gli stadi nei quali si esibisce la propria squadra del cuore. E poi esistono i popoli, masse di persone unite da valori e storia comuni, saldate attorno a uno stemma e una maglia che rappresentano generazioni e generazioni di passione, unione, comunità, amore. Pisa, il Pisa Sporting Club e i supporter nerazzurri appartengono di diritto alla seconda categoria: il popolo rossocrociato è stato forgiato negli anni più dalle delusioni che dalle gioie, ha dovuto subire schiaffoni e umiliazioni a fronte di rare ed effimere gioie.
Ma, paradossalmente, proprio grazie a questo percorso il popolo pisano è riuscito a rinforzare il suo senso di appartenenza a un’epopea che affonda le proprie radici nel Medioevo, quando soltanto il nome di Pisa faceva sgranare gli occhi al resto d’Europa. A esaltare queste vestigia, fino a pochi mesi, c’erano eccellenze in ambito scientifico come le nostre università, insieme alle tipicità enogastronomiche. Adesso – per la precisione dal 4 maggio scorso – un’altra stella è tornata a brillare nel cielo che ammanta con dolcezza la città e la provincia: lo Sporting Club. Il ritorno del Pisa in Serie A ha avuto l’effetto di un detonatore, facendo letteralmente riesplodere e propagare con la forza di uno tsunami l’amore incondizionato verso i colori nerazzurri.
Ne sono una testimonianza tangibile i fotogrammi che si è lasciata dietro di sé la campagna abbonamenti: la fase di vendita libera, seguita alla prelazione esercitata da 4700 aventi diritto sul totale dei 4959 che lo scorso anno avevano sottoscritto la tessera stagionale, è stata un mix di follia ed esaltazione. Padri e figli, mariti e mogli, nonni con i nipoti, gruppi di amici, perfetti sconosciuti, si sono riuniti nel nome di una comune passione davanti all’ingresso dei punti vendita ufficiali della società, come se fossero templi pagani nei quali manifestare la propria professione di fede nerazzurra. Ne è uscito fuori un pomeriggio di ordinaria follia, nel quale il sistema informatico è andato in tilt svariate volte fino al raggiungimento, fulmineo, del traguardo: l’esaurimento di tutti i posti messi a disposizione dalla società per la sottoscrizione degli abbonamenti.
Che hanno raggiunto un nuovo record storico per lo Sporting Club, a conferma del fatto che neppure uno stadio ormai inadeguato ai nuovi parametri del calcio nazionale e internazionale può frenare. La risposta del popolo pisano all’appello del club si è ripetuta anche in occasione della prima trasferta di campionato: nonostante l’imposizione della tessera del tifoso, circa mille tifosi hanno affollato il settore ospiti dello stadio di Bergamo. C’è tanta, tanta voglia di Pisa.
M.A.