
’Vademecum anti truffa’. Patto Arcidiocesi-questura
Qualche anno fa, nella passata legislatura, partì una campagna parlamentare per rendere più pesanti le pene per chi truffava gli anziani e veniva preso. La considerazione di base è che si tratta di un reato odioso, commesso a danni di soggetti deboli, che, una volta truffati, subiscono anche conseguenze gravi, come senso di colpa e sensazioni di inadeguatezza che peggiorano la loro vita. La truffa agli anziani sarebbe dovuta diventare un’aggravante, per arrivare a pene raddoppiate rispetto alle truffe normali. La fine della legislatura bloccò il processo normativo a un passo dal successo.
In questi anni le truffe agli anziani sono aumentate di numero e di città colpite. Vere e proprie bande di truffatori pendolari, che si spostano da un paese all’altro, controllano orari e affetti dei soggetti deboli. E poi colpiscono, applicando gli stessi sistemi, il più perfido dei quali è fingere che nipoti o figli dell’anziano siano in difficoltà, vanno aiutati, versando soldi o gioielli a un falso tutore dell’ordine che passerà a ritirarli.
Martedì 18 giugno alle 16,30 presso il palazzo arcivescovile, si terrà l’evento ’Gli anziani, un dono per il futuro dell’umanità’ promosso dall’Arcidiocesi di Siena- Colle di Val D’Elsa-Montalcino, dalla diocesi di Montepulciano Chiusi-Pienza, dalla FAP Acli di Siena, dalle Acli di Siena. Non si annuncia come un evento canonico; perché nell’occasione, in collaborazione con la Polizia di Stato verrà presentato il ’Vademecum anti-truffa’ dedicato alla terza età. Aggiornato anche dopo gli ultimi colpi messi a segno in provincia, in vari centri.
L’evento sarà introdotto da Luca Romani, segretario provinciale Fap Acli, e da Gianluca Scarnici, portavoce dal cardinale Lojudice. Porteranno il loro saluto il presidente nazionale Fap Acli, Rosario Cavallo e Marta Guerrini, presidente provinciale Acli.
Il momento clou sarà l’incontro dibattito con le relazioni del cardinale Augusto Paolo Lojudice, del questore Ugo Angeloni, di frate Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Conferenza Episcopale italiana, dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Siena, Micaela Papi. Conclusioni affidate a Rosy Bindi, già Ministro della sanità e presidente della Commissione Antimafia, e Lidia Borzì, presidente provinciale Acli di Roma.