UniCredit, utili e dividendi. Vigilia Mps, il volo in Borsa

Il titolo a 3,35 euro, +3,81. Di Marcello, Fisac: "Ora le nuove assunzioni"

UniCredit, utili e dividendi. Vigilia Mps, il volo in Borsa

UniCredit, utili e dividendi. Vigilia Mps, il volo in Borsa

Il gran ballo dei dividendi, della stagione d’oro per le banche, generata soprattutto, ma non solo, dai tassi di interesse in alto, è partito alla grande. Ad aprire le danze, Andrea Orcel, ad UniCredit, già noto a queste cronache per la trattativa durata tre mesi nel 2021 per inglobare Banca Monte dei Paschi nel gruppo. Orcel ha fatto brindare i mercati finanziari, con l’annuncio dell’utile netto 2023 a 8 miliardi e 600 milioni di euro, superiore del 50% rispetto all’utile 2022. L’intera somma andrà agli azionisti con i dividendi, in Borsa il titolo UniCredit è cresciuto dell’8,1%.

Sull’altro tema impellente, il risiko delle banche, l’ad Orcel ha ripetuto il ritornello degli ultimi tempi. "Cosa faremo con il capitale in eccesso lo chiariremo dopo l’assemblea, perché è un impegno per i prossimi tre anni. Io credo che debba essere usato con un’ulteriore distribuzione agli azionisti oppure per un’acquisizione, se riusciamo a dimostrare al mercato che rispetta i nostri criteri di creazione di valore. Fino a oggi non siamo stati in grado di farlo ma non escludo che possa accadere in futuro".

Il volo di UniCredit in Borsa ha trainato Banca Mps, secondo titolo migliore della seduta. Ha chiuso a + 3,81%, a 3,35 euro e una capitalizzazione di 4 miliardi e 220 milioni. Un prologo eccellente per la riunione di stasera del consiglio d’amministrazione a Rocca Salimbeni, chiamata ad approvare il progetto di bilancio 2023 e i conti del quarto trimestre. Le aspettative della vigilia, anche alla luce delle assoluzioni nei processi sui derivati, e la conseguente liberazione di accantonamenti per risarcimenti, ipotizzano un utile 2023 sul miliardo e 400 milioni di euro. Con un ritorno anticipato al dividendo, che potrebbe aggirarsi sugli 11 centesimi per azione.

Previsioni che spingono i sindacati a presentare istanze. "Il problema principale è quello degli organici, chiediamo da tempo nuove assunzioni, speriamo che arrivino" ha dichiarato all’Ansa Federico Di Marcello, Fisac Cgil. "Dopo gli accordi del 7 agosto riguardanti welfare, riconoscimenti economici e progressioni di carriera - ha detto Di Marcello -, è giunto il momento di dare ai lavoratori un ulteriore messaggio di positività come nuove assunzioni o investimenti in tecnologia che aiutino nell’operatività quotidiana. Segnali in questa direzione darebbero un segno tangibile non solo ai dipendenti ma anche al mercato perché una banca che funziona, una banca che guadagna, che crea lavoro e crea valore, si configura in maniera evidente come una banca che ha un futuro".