Alex Zanardi
Alex Zanardi

Milano, 24 settembre 2020 - Ascoltando registrazioni di voci e musiche a lui familiari, Alex Zanardi inizia a reagire: piccoli gesti, movimenti degli occhi, insomma i primi segni di interazione dal drammatico incidente del 19 giugno a bordo della sua handbike vicino a Siena. Per questo il nuovo bollettino del San Raffaele di Milano, dove l'ex pilota, 54 anni il 23 ottobre, è ricoverato da due mesi, parla di «progressi significativi», a fronte dei quali «i medici ribadiscono, comunque, il permanere di un quadro clinico generale complesso, sulla cui prognosi è assolutamente prematuro sbilanciarsi».

Alex Zanardi e la sua handbike dopo l'incidente (Ansa)La handbike di Zanardi dopo l'incidente (Foto La Nazione)

Il percorso è ancora lungo, si misurerà probabilmente in mesi. Quanti è presto per dirlo. Intanto è stato delineato un percorso «di cure sub-intensive», con le prime fasi della neuroriabilitazione e una serie di tappe chirurgiche per la ricostruzione cranio facciale. Non si parla più di un trasferimento in una clinica neuroriabilitativa, come a fine luglio, quando il ricovero del campione paralimpico bolognese a Villa Beretta, vicino Lecco, durò meno di quattro giorni per un'infezione che portò al trasferimento in condizioni instabili al San Raffaele. La moglie Daniela si è affidata all'esperienza del professor Luigi Beretta, direttore della Neurorianimazione, che coordina l'équipe multisciplinare assieme ai colleghi Mario Bussi (Otorinolaringoiatria), Sandro Iannaccone (Neuroriabilitazione), e Pietro Mortini (Neurochirurgia).

Per la ricostruzione cranio facciale è già stato eseguito alcuni giorni fa «con successo» un intervento da parte del professor Bussi, il quinto dopo l'incidente. Ed è già in programmazione per le prossime settimane, un nuovo intervento che sarà eseguito da Mortini. «Da diversi giorni», fa sapere l'ospedale, sono iniziate anche delle «sedute di riabilitazione cognitiva e motoria, con somministrazione di stimoli visivi e acustici, ai quali il paziente risponde con transitori e iniziali segni di interazione con l'ambiente». Sicuramente un segnale incoraggiante, ma è ancora troppo presto per prevedere quali possano essere i margini di miglioramento dell'ex pilota di Formula 1 che, dopo aver perso le gambe nel 2001, negli anni ha conquistato il mondo con le sue imprese pedalando con le braccia il suo mezzo a tre ruote.