di Laura Valdesi SIENA "La velocità dell’autotreno credo che sia un dato abbastanza oggettivo perché l’Iveco Eurostar era provvisto di cronotachigrafo (sistema che registra appunto velocità, tempi di guida dell’autista e distanza percorsa, ndr) . Procedeva a 38 chilometri orari. Questa unità di misura ha un margine di errore di più o meno 6. Vale a dire che può variare fra 32 o 44. Il limite di velocità era dunque rispettato", rivendica l’ingegner Mattia Strangi, consulente tecnico dell’autista del tir Marco Ciacci, trasportatore di Castelnuovo Berardenga, unico indagato per...

di Laura Valdesi

SIENA

"La velocità dell’autotreno credo che sia un dato abbastanza oggettivo perché l’Iveco Eurostar era provvisto di cronotachigrafo (sistema che registra appunto velocità, tempi di guida dell’autista e distanza percorsa, ndr) . Procedeva a 38 chilometri orari. Questa unità di misura ha un margine di errore di più o meno 6. Vale a dire che può variare fra 32 o 44. Il limite di velocità era dunque rispettato", rivendica l’ingegner Mattia Strangi, consulente tecnico dell’autista del tir Marco Ciacci, trasportatore di Castelnuovo Berardenga, unico indagato per l’incidente avvenuto al campione Alex Zanardi il 19 giugno scorso durante la staffetta Tricolore, sulla strada fra Pienza e San Quirico d’Orcia. Strangi è un luminare in materia. Docente di ricostruzione degli incidenti stradali all’Università di Bologna, si è occupato anche del caso del pilota Nicky Hayden. A lui si è affidato Ciacci, attraverso il difensore Massimiliano Arcioni, per stendere una relazione sulla dinamica dell’incidente che ora si trova sul tavolo del pm Serena Menicucci. Perché allegata alla perizia depositata al riguardo dal consulente della procura, l’ingegner Dario Vangi di Firenze.

L’autotreno, dissequestrato dopo i rilievi, era stato esaminato il 16 luglio scorso, in occasione delle operazioni peritali, nel piazzale dell’autosoccorso ‘Sicar’ a Siena dove era custodito. "Non presenta alcuna anomalia – prosegue il professor Strangi alla luce delle risultanze da lui ottenute –, niente gomme consumate, freni perfettamente funzionanti. Tutto in regola. La handbike di Alex Zanardi non presentava né rotture, né gomme usurate. Anche questo veicolo era in buone condizioni di manutenzione". Nessun guasto, dunque, velocità in regola.

Aggiunge un altro aspetto rilevante, l’ingegner Strangi, relativamente al punto d’impatto. "Premetto che siamo dispiaciuti per quanto accaduto e auguriamo ad un campione quale Zanardi il meglio. Personalmente sono stato sempre fan della persona. Noi dall’esame del video sull’incidente e dagli elementi contenuti in atti – spiega – evinciamo che l’impatto è accaduto circa un metro all’interno della corsia di pertinenza dell’autotreno, al centro curva. Zanardi, che indossava regolarmente il casco omologato, si è rotto in tre parti attenuando l’entità dell’urto, ha sbattuto contro il cerchione anteriore sinistro del veicolo". Il video di quel momento avrebbe ripreso il campione da dietro, con un filotto di tre ciclisti che partecipavano alla staffetta. Secondo Strangi, Zanardi sarebbe "arrivato all’urto che era già caduto e in fase di scarrocciamento".

Giorgio Cavallin, tecnico padovano di grande livello che opera come consulente per case automobilistiche e team sportivi nel settore dell’attività motoristica, autore della relazione sulla dinamica dell’incidente per conto della famiglia Zanardi, anch’essa allegata alla perizia depositata in procura, tace. E attende di conoscere il contenuto di quest’ultima.