Siena, 23 ottobre 2021 - «Come mi sento adesso? Bene. Mai avrei pensato che giovedì in una giornata sarebbe arrivata la sentenza. Alle udienze del processo non sono mai mancato però adesso mi trovo per lavoro ad Ortisei dove resterò fino al 31 ottobre. Quando l’avvocato Fanny Lucia Zoi ha chiamato per dirmi ’assolto’ è stata forte la commozione. Lei è stata vicina alla mia famiglia, confidava nella giustizia e io lo stesso. Anche se quando sei sotto processo, pur consapevole di non aver fatto nulla, resta comunque il timore». Si è tolto dunque un peso dal cuore Danilo Mariani, pianista delle serate di Arcore assolto giovedì con formula piena dall’accusa di corruzione in atti giudiziari dove era imputato insieme a Silvio Berlusconi, anche lui scagionato perché «il fatto non sussiste» dal collegio Spina. 
Mariani, vi siete sentiti con il leader di Forza Italia?
«Sì, certo, giovedì verso le 19.30. Entrambi molto sollevati e soddisfatti, ci siamo fatti i complimenti a vicenda per l’epilogo positivo del processo». 
Continua a lavorare per lui?
«Quando ha necessità mi chiama, come del resto avviene dal 2006. In questi 15 anni non è mai cambiato nulla». 
Adesso ha altre vicende giudiziarie da affrontare oppure è libero?
«Libero, null’altro. Solo mia moglie Simonetta è nel processo Ruby Ter milanese, sempre difesa dall’avvocato Zoi». 
Nel recente passato è stato anche coordinatore provinciale di Forza Italia, candidato a sindaco del centrodestra a Sarteano: pronto ora a tornare in politica?
«No, no. Ho lasciato perdere tutto. Un’esperienza chiusa per me, Probabilmente non ero adatto, io sono un musicista. E questo mi piace fare». 
Qualche sassolino che vuole togliere dalle scarpe?
«Ci sarebbero, però rimandiamo. Io sono un buono. Anche se vivendo in un piccolo centro non è facile. Tante parole, ’chissà in cosa traffica’, ’chissà se è corretto’. E’ più facile essere accusatori che garantisti. Adesso comunque mi sento al settimo cielo e guardo avanti».
E’ stato un periodo complicato. 
«Non lo nascondo. Quando poi hai l’onore di avere a che fare con leader del calibro di Silvio Berlusconi può accadere di finire nel tritacarne mediatico. Non ero pronto ad affrontare una situazione del genere».
Fra i tanti commenti dopo l’assoluzione quello di Rotondi che ha detto «A Siena c’è un giudice». 
«In fondo è abbastanza populista. Non è che quando uno ti assolve è bravo e nel momento in cui ti condanna cattivo». 
A chi si sente di dire grazie?
«Sicuramente al mio avvocato, Fanny Lucia Zoi. E’ stato un punto di riferimento in questa vicenda giudiziaria e mi ha dato grosse iniezioni di fiducia. Grazie anche alla mia famiglia, moglie e figlia, che sono state di grande supporto». 
Rifarebbe tutto?
«Non rinnego mai le scelte».