Regione, le regole del Cup. Tagliati i tempi d’attesa

Nuovo servizio di assistenza per la presa in carico e le ’equipe uniche di cura’

Regione, le regole del Cup. Tagliati i tempi d’attesa
Regione, le regole del Cup. Tagliati i tempi d’attesa

Nessuno dovrà più sentirsi rispondere al telefono che le agende sono chiuse, che la prenotazione è impossibile per prenotare una visita specialistica o un esame diagnostico. Il Cup, centro unico di prenotazione, si riorganizzerà, su indicazione della Regione Toscana, con delibera approvata. In ogni azienda sanitaria un servizio di help desk prenderà in carico la richiesta e ricontatterà il cittadino, in caso di offerta indisponibile per prestazioni urgenti.

L’obiettivo è semplificare la prenotazione. C’è il servizio di assistenza, anche on line: sarà l’operatore telefonico a smistare la pratica a chi di competenza nel caso di impossibilità a poter soddisfare la richiesta. Se il cittadino sta invece prenotando attraverso la piattaforma on line o con la app Toscana Salute un messaggio indicherà al paziente di rivolgersi al call center o allo sportello fisico per la presa in carico. Il servizio di assistenza dovrà essere attivato anche nel caso in cui la disponibilità sia offerta lonatno dalla residenza.

Per quanto riguarda i codici di priorità, le prestazioni con codice U sono da garantire entro 72 ore e nella zona distretto o presidio di riferimento; le prestazioni con codice B dovranno trovare disponibilità entro 10 giorni. Le prestazioni di primo accesso con priorità D (differibile, entro 30 o 60 giorni) e P (programmata, entro quattro mesi) saranno prese in carico secondo le modalità previste in ogni azienda. Gli operatori dell’help desk potranno attingere in tempo reale ad una riserva di disponibilità giornaliera e a posti liberi per disdetta. La delibera affronta anche il tema delle ’equipe uniche di cura’: la nuova modalità consentirà di risolvere il collo di bottiglia che si crea tra specialisti privati che non possono prescrivere prestazioni sanitarie. In quel caso lo specialista privato, anche medico di famiglia, potrà interagire con lo specialista pubblico, che inserirà il paziente in una lista riservata.