Pelletterie sull’Amiata, aria di crisi. Marras: "Ora interventi urgenti"

Calo sensibile delle commesse, l’assessore regionale all’Economia: "Superare i limiti della cassa integrazione"

Pelletterie sull’Amiata, aria di crisi. Marras: "Ora interventi urgenti"

Un’immagine d’archivio di pelletterie: per il settore soffiano venti di crisi

Venti di crisi sul mondo della moda e delle pelletterie. Sull’Amiata, e non solo, c’è preoccupazione per la riduzione delle commesse legate alla crisi del mercato. Il settore soffre, tra i circa duemila dipendenti occupati nelle pelletterie di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore, ce ne sono diversi che sono già ai limiti della cassa integrazione. Delle giornate erogabili con la crisi che non accenna a diminuire. Crisi congiunturale o strutturale?

"Questo – dice Leonardo Marras assessore regionale all’economia attività produttive politiche del credito e turismo – è l’interrogativo del problema. Se la crisi è congiunturale nel giro di poco tempo si supererà, nel caso contrario il problema diventerà ancor più serio di quanto lo sia in questo momento. Il presidente Giani – aggiunge – ha deciso di convocare il tavolo della moda istituito nel 2021 per le problematiche legate al Covid. Occorrono, però, interventi abbastanza urgenti. Penso a quello relativo alla cassa integrazione. Occorre superare i limiti delle giornate oggi esistenti e, in diversi casi, giù usufruite per molti dipendenti. Ci troviamo di fronte al nascere di una crisi importante che investe non solo le pelletterie dell’Amiata, non solo questo settore, ma tutti i settori della moda e in tutta Italia".

Sui temi che investono anche le decine di pelletterie dell’Amiata. il segretario della Femca-Cisl, Gianluca Fè, afferma che "c’è un calo nelle commesse del venti-trenta per cento. Difficile – aggiunge – da sostenere e che si riflette, inevitabilmente, sulla mano d’opera. Oltre all’utilizzo di cassa integrazione, in alcune aziende c’è anche il mancato rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato. La speranza – conclude – è che si tratti di un calo temporaneo del mercato perché le pelletterie sono ormai la fonte occupazionale pià importante della zona. Non solo lavoratori dei paesi della montagna ma anche tanti che provengono da paesi della provincia e anche da quelli dell’alto viterbese".

Da aggiungere che il momento di calo delle commesse ha particolarmente ’toccato’ quelle aziende che hanno sostenuto di recente forti investimenti per ampliale i laboratori. In questi casi emergono anche difficoltà di carattere finanziario perché chi ha investito lo ha fatto ricorrendo alla contrazione di mutui. Insomma la serenità della Pasqua è disturbata dalla crisi di un settore che, come detto, sull’Amiata occupa oltre duemila persone.