ORLANDO PACCHIANI
Cronaca

Multiutility, avanti a piccoli passi. I Comuni: "Ora il Piano industriale"

Ieri l’assemblea di Intesa non ha assunto delibere, come previsto, ma approfondito il nuovo quadro. Dopo le ultime novità, chieste ulteriori garanzie prima di procedere con la cessione delle azioni di Estra.

’Adelante con juicio’. Le parole manzoniane non sono riecheggiate, nell’assemblea di Intesa, ma il senso è quello. A fronte del rimescolamento delle carte sul fronte Multiutility - tra dimissioni di Irace, dialettica interna al Pd, abbandono della prospettiva della Borsa - perché mai dovrebbe accelerare Siena, che già procedeva con i piedi di piombo dopo l’esclusione dai patti parasociali tra Alia e Coingas, cioè Firenze e Arezzo?

Ieri nell’assemblea di Intesa, dopo l’illustrazione del nuovo status quo da parte del presidente Andrea Rossi, da parte dei Comuni è arrivato sostanzialmente l’indirizzo di continuare a esplorare l’ipotesi di conferimento delle azioni di Estra, ma ora più che mai di farlo solo a fronte del nuovo Piano industriale.

Non si tratta solo dell’esigenza di rispettare i dettami della Corte dei conti, che a fronte della delibera pilota di Torrita di Siena ha chiaramente indicato che le ricadute economiche per gli enti devono essere ben chiari. Ma di un chiaro indirizzo politico: non solo, dunque, garanzie su dipendenti e sede a Siena (come esplicitato nel primo atto di indirizzo al cda), ma anche nuovi chiarimenti sugli investimenti (da dove arriveranno, se prima erano garantiti dalla Borsa?), transizione ecologica, vantaggi per Comuni e cittadini sul fronte bollette.

Se Enrico Tucci, assessore alle partecipate del Comune di Siena, ha ribadito che il capoluogo resta favorevole all’opzione ma che serve un nuovo percorso, dopo che il vecchio era stato costruito su altri presupposti, anche sindaci di centrosinistra (tra gli altri Alessandro Starnini, Rapolano Terne, Giuseppe Gugliotti, Sovicille, Michele Pescini, Gaiole in Chianti) hanno ribadito la necessità di approfondimenti e della disponibilità di un nuovo Piano industriale con il quale confrontarsi. Non sarà un percorso breve, si parla di mesi. A meno che non si vada a finire nella campagna elettorale per le regionali, allora sì che sarebbe dura chiudere un’operazione di questa portata.