La Borsa spinge Mps Il titolo maglia rosa mentre il cda approva i conti del trimestre

"Un bilancio bello come una giornata di sole" la metafora di Lovaglio. Sarà il primo a beneficiare della riduzione dei costi e del rialzo dei tassi. Oggi presentazione dei numeri alla stampa e alla comunità finanziaria.

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La Borsa spinge Mps Il titolo maglia rosa mentre il cda approva i conti del trimestre

Per chi guarda all’immediato, all’effetto spot, la chiusura in maglia rosa della giornata del titolo Mps in Borsa, con un guadagno poco sotto ial 6%, prima fra tutte le Blue chips di una volta, fa stappare una bottiglia di Prosecco. Ma le oscillazioni a Piazza Affari, da tempo, sono solo un indicatore parziale dello stato di salute di una società quotata. Risentono di voci, rumors, indiscrezioni quasi mai confermate dalla realtà. Il fatto che il titolo Mps abbia superato quota 2,164 euro ha perfino il sapore di un brodino, rispetto al massimo toccato due mesi e mezzo fa, a 2,975 euro. A fine febbraio sarebbe convenuto vendere un po’ di azioni Mps, acquistate a due euro in sede di aumento di capitale.

Per questo, l’ipotesi avanzata venerdì scorso dall’agenzia Reuters, in base alla quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista di maggioranza di Banca Mps con il 64%, sarebbe pronto a vendere un po’ di azioni sul mercato, ha il potere di generare rialzi in Borsa. Assieme alle attese dei risultati del primo trimestre, approvati ieri sera dal consiglio d’amministrazione. Riunito al gran completo a Rocca Salimbeni, sotto la presidenza di Nicola Maione, il board ha esaminato i conti di una stagione profittevole per tutte le banche. Grazie soprattutto al rialzo dei tassi e alle commissioni in crescita.

Per il Monte dei Paschi c’è un ’plus’ che dovrebbe contribuire a un bilancio "bello come una giornata di sole", per usare l’immagine poetica dell’ad Lovaglio in uno scambio di battute in Banchi di Sopra. Equita si attende per la banca nei primi tre mesi 823 milioni di ricavi e un utile netto di 132 milioni. Ma difficilmente gli advisor indovinano i risultati reali. Sono in grado di annusare l’aria, di indovinare da che parte tira il vento. Ma non hanno l’anemometro in grado di prevedere la velocità in nodi.

Questo bilancio del primo trimestre è importante per il Monte perché sarà il primo che registrerà gli effetti del taglio dei costi operativi, conseguenti al maxi esodo di novembre scorso. E che beneficerà delle conseguenze di fusioni e riorganizzazioni che hanno reso più snella una banca zavorrata da troppo personale, troppi sportelli e poco patrimonio. I primi tre mesi 2023 saranno un banco di prova della bontà del piano industriale messo a terra da Lovaglio, sotto il claim ’a clear and simple commercial bank’. Mps deve dimostrare che è tornata a fare banca. Soprattutto a saperlo fare, dopo campagne acquisti disastrose e stagioni troppo incentrate sulle cause legali, sulle pressioni delle inchieste, sulle bufere giudiziarie che hanno fatto della Rocca una "nave senza nocchiero in gran tempesta".

Giustamente Lovaglio se ne frega delle richieste estemporanee di risarcimenti e di azioni di responsabilità nei confronti degli ex vertici, avanzate da Bivona & C., che per troppo tempo hanno influenzato i destini del Monte dei Paschi. Oggi, dalle 9, vedremo se le aspettative del mercato, dei dipendenti e del territorio saranno soddisfatte.

Pino Di Blasio