
Il capitano del Drago Jacopo Gotti
A caldo le parole sono state dure. Il capitano del Drago Jacopo Gotti aveva confessato due nuove sensazioni provate la sera del Palio, quella di essere lasciato al canape e l’altra di avere una nemica. Facendo riferimento al comportamento della Tartuca durante la mossa, seppure senza citarla. "Non mi aspettavo delle cose che sono accadute al canape – le sue parole ieri mattina – ci sono rimasto male io come capitano con tutto il popolo del Drago. Non ha senso quello che è successo. Non ha senso nella logica del Palio. Si può spingere in basso ma si può fare in tanti modi". Un aspetto del dopo Palio che ha visto nel tardo pomeriggio di ieri un’evoluzione. "C’è stato un incontro chiarificatore con il capitano della Tartuca e con i priori di entrambe le Contrade. Non abbiamo nemiche", chiude le comunicazioni sul caso Gotti.
Veniamo però al dopo Carriera: sembrava abbastanza arrabbiato, dopo la corsa, mentre passava in Piazza con Spago. "Gli dicevo che al canape bisogna essere più svegli. Nel complesso, comunque sono contento di come ha portato avanti Diosu de Campeda e di quello che ha dimostrato in corsa. Pur essendo girati all’indietro quando è stata data buona, al secondo san Martino si gira insieme al secondo gruppo. Vuol dire averci in testa le traiettorie su un cavallo futuribile, preparato in maniera eccezionale da Massimo Milani e dai fantini di scuderia. Un cavallo fatto apposta per questo gioco".
Bircolotti va confermato? "Credo che bisogna parlarne. Il suo atteggiamento nei quattro giorni è stato un po’ aggressivo, sopra le righe nel dialogare con i fantini anche se la situazione non era facile e cercava di tenerla in mano. A livello di tempo di mossa è bravo, confrontandosi decideremo cosa fare. La maggioranza decide".
Diosu, dunque, è un cavallo che può essere utile al Palio? "Intelligente, apposta per la Piazza. Ha fatto esperienza, può diventare un cavallo da battere. Per un debuttante però potrebbero essere tanti due Palii di fila".
Il rapporto con Michel Putzu? "Resta ottimo. Bisogna fare un’analisi nei quattro giorni di Michel. E’ rimasto al canape cadendo al secondo San Martino, però alla mossa era sereno, tranquillo, lucido. Ha fatto quello che gli ho detto e che i mangini gli dicevano dal palco. Ha provato a rimontare. Un palio compromesso alla mossa".
Tittia, undicesima vittoria. "E’ il più forte fantino di Piazza. Uno può dire ’vince sempre lui’ ma va considerato che si prende sempre le mosse. Non penso che fosse per lui... ha galoppato forte su un cavallo potente ma difficile. Anche Gingillo ha fatto grandi traiettorie sfruttando il cavallo, peccato per l’inciampone. Lo stesso Scompiglio non ha mollato fino all’ultimo. Gran palio anche di Andrea Sanna che tutti hanno criticato ma non era un cavallo semplice. Ha dimostrato di avere la testa per fare la prestazione".
Laura Valdesi