Giulia Cecchettin. Oggi in piazza ’Non Una di meno’

Scendere in piazza per ribadire l'inammissibilità di qualsiasi violenza sulle donne: è questo l'invito di 'Non una di meno Siena' in seguito all'omicidio di Giulia Checchettin. Una rivoluzione culturale è necessaria per contrastare l'emarginazione e il silenzio che vorrebbero imprigionare il dissenso.

Non si poteva aspettare il 25 novembre, l’omicidio di Giulia Checchettin ha reso ancora più urgente il bisogno di scendere in piazza e ribadire ancora una volta il bisogno di un cambiamento radicale della società, l’inammissibilità di qualsivoglia violenza sulle donne. Per questo, per Giulia, per le 102 donne uccise in Italia quest’anno e per tutte le altre, ’Non una di meno Siena’ ha deciso di scendere in piazza Tolomei oggi alle 18 con lo slogan "Se toccano una, toccano tutte". "Per Giulia e per tutte noi! Abbiamo messo al centro del nostro sentire la rabbia – scrive ’Non una di meno’ –. Non certo a coprire il dolore profondo che proviamo, ma perché questo dolore si faccia rivolta contro l’esclusone dagli spazi pubblici, contro i silenzi complici e ammiccanti di fronte alle molestie, contro i maltrattamenti, contro gli stereotipi, contro l’obbligo a doverci difendere, contro le violenze di tutti i tipi alle quali siamo esposte solo perché donne. Oggi scegliamo la rabbia perché è l’unico sentimento capace di alimentare la nostra resistenza alle ingiustizie e di sostenerci nella sfida al silenzio e all’emarginazione dentro i quali vorrebbero imprigionare il nostro dissenso". È stata la stessa Elena Checchettin, sorella di Giulia, a chiedere di "non fare un minuto di silenzio, bruciate tutto, serve una rivoluzione culturale", ha detto. La stessa Elena, a dimostrazione di quanto sia drammaticamente radicato il problema, si trova ora a doversi difendere di fronte a chi sui social la accusa di politicizzare il femminicidio della sorella.

E.R.