Franco Belli, un poeta in cattedra. Dall’economia al Pinocchio in versi

Una foto una storia Docente a Scienze Bancarie, preside della facoltà per anni, attore e persino vignettista

Franco Belli, un poeta in cattedra. Dall’economia al Pinocchio in versi

Il professor Franco Belli, fotografato da Augusto Mattioli, mentre declama i suoi versi

I grandi uomini sono quelli che davanti a materie complesse, difficili da spiegare, sanno risolvere il tutto con una inaspettata semplicità, quasi disarmante. Quando abbiamo avuto il piacere di ascoltare Franco Belli avevamo davanti l’esempio migliore di questa fuga dal difficile, proprio perché manipolava la sua genialità al servizio della comprensione. Eccolo ritratto da Augusto Mattioli durante un ben strano Capodanno: Belli che declama con fare fortemente teatrale. Si, lui docente di Economia, sempre innamorato dell’insolito, di una materia ostile ai più come Scienze economiche e bancarie.

Preside di Facoltà per sei anni a cominciare dal 1999, con il suo originale stile già pronto in essere nel 1976 quando ha iniziato il suo percorso senese di insegnante. La sua cosiddetta "area nuova", nella ricerca economica in diritto e banca ha fatto scuola, con studi che si sono tradotti in percorsi anche legislativi.

Ma a noi piace ricordare il Franco Belli poeta, scrittore, anche attore, perfino vignettista, oltre che maestro di legislazione bancaria. Insomma, maestro di vita, perché non c’è mestiere, non c’è insegnamento al mondo che non possa concedersi all’ironia, al sarcasmo, alla bellezza della vita che è sempre fatta, almeno nelle persone intelligenti, di tanti aspetti, nessuno per fortuna trascurabile. E Franco Belli sapeva parlare di economia e poi scrivere un libro (in versi) su Pinocchio, per non fermarsi all’apparenza delle cose. Trasformare la complessa realtà con rara semplicità conquista intere generazioni, che si rendono conto che si può essere uomini del nostro tempo guardando sempre diritti alle stelle, lasciando l’orecchio disposto anche alle parole dei poeti, ai segreti che nasconde la terra. E poi la grande dote di saper e voler ascoltare, soprattutto i suoi studenti, formando molte generazioni.

Un insegnante nel ruolo anche di amico, che consigliava sempre a tutti di guardarsi attorno, senza inutili preconcetti. Nel novembre del 2012 lasciava la sua originalissima pelle di uomo senza tempo. Ci viene da chiedersi se fra le nuvole continua ad essere colui che guida. Vengono in mente le parole di "Firth of firth" dei Genesis: "Ora che il fiume si disperde in mare, così Nettuno ha rivendicato un’altra anima, e così con dei e uomini le pecore restano nel loro recinto fino a quando il pastore non porta via il suo gregge".

Massimo BIliorsi