FRANCESCO MEUCCI
Cronaca

Blitz della forestale: doping e sospetti, si allarga l' indagine sui cavalli / VIDEO

Blitz all’ippodromo e alla scuderia Bruschelli

Il sopralluogo della Forestale (Foto Diepietro)

Il sopralluogo della Forestale (Foto Diepietro)

Siena, 1 giugno 2016 - L’inchiesta sui cavalli «taroccati» e dopati va avanti e chissà che presto non si allarghi. Al momento vede coinvolte quattro persone: Gigi Bruschelli, un veterinaio di Viterbo e altri due fantini del Palio; tutti indagati per vari reati. «Io sono tranquillo, l’inchiesta va avanti. Sono venuti, hanno fatto 25 buche nel terreno senza trovare niente», dice Trecciolino. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Aldo Natalini che ieri mattina ha disposto un doppio blitz: all’ippodromo di Pian delle Fornaci e a Valiano, nella scuderia di Trecciolino. In entrambi i casi gli uomini della Forestale hanno prelevato campioni ematici (in totale su 61 cavalli) e svolto altri accertamenti per verificare le ipotesi accusatorie. Vale a dire l’uso di farmaci dopanti sui cavalli per aumentarne le prestazione e la sostituzione dei microchip per alternarne le caratteristiche: da purosangue ad anglo-arabi mezzo sangue.

La novità di ieri – in attesa delle analisi che saranno svolte al laboratorio specializzato dell’Unire a Milano – è quella che forse ci sono stati almeno due cavalli morti in seguito a sperimentazioni farmacologiche. I loro resti sono stati cercati a lungo ieri nelle proprietà di Bruschelli, ma senza rinvenirne traccia.

L’inchiesta è stata avviata dalla procura nel luglio scorso, quando si iniziò a sospettare che il cavallo Romantico Baio fosse in realtà un purosangue iscritto al protocollo grazie a un microchip fasullo. Le indagini hanno avuto un nuovo impulso ad aprile, proprio a seguito della morte di questo cavallo. Che, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuta in un luogo diverso da quello indicato per la custodia giudiziale.

Gli investigatori hanno ascoltato decine di persone trovando conferma di quanto ipotizzato: il cavallo sarebbe morto durante un allenamento, quando invece sarebbe dovuto restare all’interno della stalla «sigillata» dalla procura.

I prelievi ematici, poi, avrebbero confermato la presenza nel sangue di sostanze proibite. Il che ha portato al blitz di ieri mattina, svolto all’indomani di un week-end ricco dal punto di vista delle corse paliesche: Ferrara e Legnano. La convinzione degli inquirenti, infatti, è che l’uso di dopanti sia più intenso durante i periodo in cui i cavalli sono impegnati nella competizioni.

Complesso il profilo delle accuse: si va da varie ipotesi di falso per tutti e quattro gli indagati, fino al maltrattamento di animali per Trecciolino e il veterinario, per chiudere con l’importazione di farmaci vietati (in particolare anabolizzanti dall’India). Non a caso, come spiega dalla Forestale, le perquisizioni di ieri erano mirate alla «ricerca di farmaci dopanti e sostanze vietate». A quanto pare sono stati rinvenuti alcuni medicinali sospetti e che adesso andranno analizzati.