Direttori, Cisl all’attacco: "Perplessi sui metodi"

Scotte, le procedure per le sostituzioni nel mirino del sindacato: "Penalizzano gli ospedalieri, così rischio di trasferimenti o passaggi alla libera professione".

"Pur non essendo materia di contrattazione sindacale esprimiamo perplessità sul metodo di scelta dei direttori delle Uoc", scrivono Cisl Siena e Cisl medici in merito alle delibere delle Scotte, per la sostituzione di 4 professori-primari di unità (nelle foto) che andranno in pensione a fine mese. Le delibere annunciano una nuova procedura di assegnazione delle direzioni, con selezione interna, fra i propri medici, fatta da una commissione ad hoc.

"In primo luogo – inizia la Cisl – non si evince chi nominerà la commissione giudicante", costituita dal direttore sanitario dell’ospedale, dal direttore del dipartimento a cui afferisce la Unità vacante e un membro esterno esperto della materia.

"Si porta inoltre a conoscenza – prosegue – che la maggior parte dei direttori di dipartimento sono universitari, sbilanciando già in partenza la commissione che dovrà giudicare i candidati. La seconda criticità si esplica nel momento in cui il facente funzioni nominato debba essere giudicato con lo stesso metro di giudizio e punteggio indipendentemente dal ruolo universitario o ospedaliero ricoperto. Infine, la terza criticità: la procedura prevede la nomina diretta del facente funzioni universitario dopo 6 mesi, mentre come da Ccnl è previsto un concorso ulteriore per gli ospedalieri". Detto questo, "si evince – conclude la nota Cisl – quanto sia penalizzante per i dipendenti ospedalieri la nuova normativa interna pensata dal dg delle Scotte e avvallata dal rettore. C’è il timore che, davanti all’impossibilità di accedere a progressioni di carriera apicali, i dirigenti medici ospedalieri scelgano di trasferirsi altrove o la libera professione".

La critica della Cisl è un’altra spia di un policlinico che sta cambiando gli equilibri e il sistema: da una parte Azienda ospedaliera e Università che tentano di valorizzare i professionisti interni, oltre a blindare la sanità senese da incursioni esterne; dall’altra chi continua ad attaccare, facendosi scudo del "clima di terrore interno".

"Auspichiamo che questa nuova normativa – conclude la Cisl – non aggravi ulteriormente il clima interno che secondo la relazione del Mes presenta una situazione ‘drammatica’. Speriamo che i motivi del difficile clima interno, testimoniato dal personale, possano essere analizzati dall’assessore Bezzini e dal presidente Giani".