LAURA VALDESI
Cronaca

Marchio Ac Siena, testimonia Conte: "Quella passeggiata con Mussari"

L’ex allenatore bianconero ha deposto dalla questura di Torino. I rapporti con Perinetti e la chiamata alla Juve

Antonio Conte è stato benvoluto dal tifosi del Siena che aveva riportato nella massima serie
Antonio Conte è stato benvoluto dal tifosi del Siena che aveva riportato nella massima serie

Siena, 11 ottobre 2023 – “Buongiorno, mi sentite?". La voce che arriva dal computer è quella di Antonio Conte, ex calciatore della Nazionale e in passato allenatore della Juventus dove ha vinto tanto anche come giocatore. Il suo nome, tra l’altro, è fra i candidati alla panchina del Napoli in caso di divorzio da Garcia. Questa volta però Conte parla della sua esperienza nel Siena Calcio, la società poi fallita. Una testimonianza in tribunale a distanza – è collegato dalla questura di Torino – nell’ambito del processo per l’operazione di cessione del marchio a seguito del quale sono imputati a vario titolo per concorso in bancarotta fraudolenta l’ex presidente di Banca Mps Giuseppe Mussari, un altro ex dirigente della Banca e due funzionari di Rocca Salimbeni, insieme all’allora patron bianconero Massimo Mezzaroma. La testimonianza è durata complessivamente un’ora durante la quale il collegamento con Conte si è interrotto più volte.

Il cuore della deposizione riguarda quanto da lui già dichiarato al pm Siro De Flammineis il 9 aprile 2019 quando venne ascoltato in particolare relativamente al ruolo di Mussari. "Racconti i fatti relativi alla sua esperienza come allenatore del Siena calcio", l’incipit del pm. Molto è storia già nota. Emerge il buon rapporto che Conte aveva con Giorgio Perinetti, direttore sportivo: "In quel periodo era uno dei direttori più esperti, aveva fatto molto bene". L’ex allenatore della Robur spiega al collegio presieduto da Roberto Carrelli Palombi "che si voleva riportare il Siena in serie A, Perinetti era un nome ben visto, aveva già lavorato lì". De Flammineis lo incalza domandando se il direttore sportivo gli fece conoscere qualcuno di Mps. E l’ex mister bianconero racconta che gli venne presentato Mussari, "una persona a Siena molto conosciuta. Di cosa parlammo? Dei miei trascorsi calcistici, tanti anni alla Juventus. Calcio e basket erano molto coinvolti tutti a livello di passione. Rimasi un anno perché centrammo l’obiettivo e poi ebbi la chiamata alla Juventus".

Qui la testimonianza entra nel vivo, Conte conferma "che Siena aveva Mps come sponsor della squadra", soffermandosi poi sul passaggio alla squadra torinese che considerava "una grande occasione". Ma Perinetti, è il pm a ricordarlo in udienza, gli consigliò di fare una passeggiata con Mussari. "Andammo per le vie della città. Lui aveva piacere di confermarmi a Siena. Era pronto a rinnovarmi il contratto". De Flammineis, dopo aver chiosato che il presidente dell’Ac Siena era però Mezzaroma, chiede conferma di quanto già emerso a sommarie informazioni circa il fatto che Perinetti spiegò a Conte che il presidente della Banca avrebbe voluto essere chiamato da Agnelli per concordare il passaggio alla Juve. "Mps era dentro il Siena Calcio, nel senso che si trattava di uno sponsor che, mettendo soldi, rappresentava una parte fondamentale. Penso che quella telefonata ci sia stata", afferma il mister.

“Torno sulla passeggiata con Mussari – interviene il difensore Fabio Pisillo –, il mio assistito dichiarò di essere contento per la chiamata che lei aveva avuto?" "A livello personale sì, però aveva piacere che restassi al Siena Calcio. Fu gentile ed educato. La città si era trovava bene con me, se fosse stato per loro il rapporto sarebbe proseguito molto volentieri", ribadisce. Pisillo gli legge cosa disse sempre nel 2019 sulla passeggiata: ’Era contento per me e non avrebbe ostacolato la mia partenza. E se avessi avuto ripensamenti Siena sarebbe stata la mia casa’. "Confermo", annuisce l’allenatore. "Ci furono – insiste l’avvocato Pisillo – in quella fase tentativi di trattativa per un nuovo contratto a livello economico?". "No, no, non arrivarono proprio", assicura il mister. Che degli aspetti tecnici, sostiene, parlava soprattutto con Perinetti, poi c’era il braccio destro di quest’ultimo Daniele Faggiano. Quanto allo sponsor durante la presidenza De Luca, Conte ebbe allora la prima esperienza a Siena, era sempre Mps.

Prossima udienza il 25 ottobre: sarà ascoltato l’allora vice presidente della Banca ora imputato nel processo e sempre presente alle udienze.