"Superbonus a Prato: stop rischia paralisi"

Migliaia di condomini rischiano di non concludere i lavori del Superbonus senza una proroga. Riccardo Castellucci, presidente di Cna Costruzioni Toscana Centro, chiede una soluzione per sbloccare i crediti incagliati e rendere i bonus sostenibili.

Diverse centinaia di condomini, senza una proroga del Superbonus, rischiano di non concludere i lavori provocando seri problemi ai committenti. Riccardo Castellucci, presidente di Cna Costruzioni Toscana Centro lancia l’allarme per il blocco dei cantieri sul territorio e ribadisce con forza che "è necessaria una proroga per i condomini che hanno avviato i cantieri per gli interventi del Superbonus. In assenza del provvedimento non sarà possibile scongiurare il blocco totale dei cantieri che non potranno portare a termine i lavori. Dall’osservatorio della Confederazione sui bonus edilizi risulta infatti che qualora la proroga preveda una percentuale di avanzamento lavori al 60% (che corrisponde al secondo step per ottenere il beneficio) oltre il 50% dei cantieri avviati non sarà nelle condizioni di concludere gli interventi, e a livello nazionale parliamo di oltre 10mila edifici". Castellucci sottolinea la necessità urgente di dare risposte al problema dei crediti incagliati che zavorrano migliaia di imprese del settore esponendole al rischio di fallimento. "Di fatto – dice Castellucci – la chiusura è la spada di Damocle che grava su migliaia di imprese della filiera delle costruzioni per i crediti incagliati e la mancata programmazione dei bonus. Molte aziende di fatto hanno già interrotto i lavori: parliamo di imprese che su Prato hanno i cassetti fiscali pieni e non sono più in grado di portare avanti i cantieri. Nello stesso tempo, ci sono molte famiglie che hanno i ponteggi davanti alle loro abitazioni e non sanno se e quando verranno portati a termine gli interventi. Questa, a nostro avviso è la priorità: trovare una soluzione per sbloccare i crediti incagliati e creare binari nuovi e diversi per rendere i bonus sostenibili. Senza contare poi l’obiettivo di mettere mano al riordino delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica degli edifici, ce lo chiede l’Europa".