GIOVANNI FIORENTINO
Cronaca

Oratorio dello sport . Conferenza Servizi dice no. Il mega centro in bilico

La bocciatura per aspetti legati alla sicurezza idraulica. Il progetto è proposto da imprenditori riunitisi nella Faipo Srl. Hanno dieci giorni per presentare le osservazioni. "Continuiamo a lavorare affinché il progetto si concretizzi".

Ecco come sarebbe l’area di Chiesanuova con l’Oratorio dello sport

Ecco come sarebbe l’area di Chiesanuova con l’Oratorio dello sport

"In questo momento, possiamo dire che l’intenzione da parte nostra resta quella di continuare a lavorare affinchè il progetto possa concretizzarsi". Marco Ranaldo, presidente di Pratofutura nonché socio della Faipo S.r.l, tiene dritta la barra della prudenza. Anche perché il progetto da 40 milioni di euro che dovrà portare alla realizzazione dell’"Oratorio dello Sport", il centro sportivo integrato che dovrebbe sorgere a Chiesanuova nell’area tra via della Pace, via Melis e la Tangenziale promosso dalla cordata di imprenditori riunitisi nella Faipo, ha fatto registrare per una battuta d’arresto: nelle scorse ore la Conferenza dei Servizi ha infatti espresso parere negativo. Se Publiacqua e Genio Civile si sono espressi favorevolmente ed Asl ha detto "sì" con alcune prescrizioni, le bocciature sono arrivate dagli uffici del Comuni di Prato (al netto delle perplessità di Arpat, che in una nota dello scorso 3 giugno aveva evidenziato "criticità e non assolvimento delle prescrizioni espresse nei pareri precedenti").

In sintesi alcune delle motivazioni addotte per il "no" riguardano in particolare aspetti legati alla sicurezza idraulica e la vulnerabilità idrogeologica della zona. Tra questi, ad esempio, la perplessità per il sovraccarico che subirebbe la fognatura di via Scarlatti. Secondo i tecnici le modifiche al sistema fognario proposte per realizzare il complesso, aumentando il carico sulla fognatura in questione potrebbero comportare un peggioramento delle condizioni di sicurezza idraulica a sud della ferrovia, con particolare attenzione all’ospedale. Ma non solo.

"Sono state evidenziate alcune richieste indirizzate a chiarire le condizioni della vulnerabilità idrogeologica locale e la possibilità di interessamento delle acque sotterranee da parte delle opere e delle lavorazioni – si legge ad esempio nella nota che contiene il parere inviato da Arpat - considerate le note problematiche di inquinamento diffuso da tetracloroetilene della falda pratese, si riterrebbe necessario fornire indicazione di prevedere la progettazione di pozzi che escludano la connessione idraulica e la trasmissione della contaminazione tra livelli acquiferi distinte".

Il progetto annunciato nei mesi scorsi riguarda la realizzazione di un complesso immobiliare a prevalente destinazione sportiva, costituito da un centro sportivo corredato da strutture commerciali, direzionali e ricettive complementari. Più che una bocciatura vera e propria, sulla carta sembra trattarsi di un "rimando a settembre", per usare una metafora scolastica: la partita non sembra ancora chiusa, a patto di presentare al più presto la documentazione integrativa richiesta.

I proponenti avranno dieci giorni di tempo dal momento della ricezione della comunicazione per presentare le osservazioni, con modifiche e integrazioni all’indirizzo Pec del Comune di Prato. Una volta scaduto il termine, in caso di mancata presentazione delle osservazioni, la determinazione di conclusione negativa diventa efficace e produrrà l’effetto del rigetto della domanda: a quel punto, l’iter dovrà ripartire da capo, con un ovvio impatto per quel che concerne le tempistiche di realizzazione dell’opera. Per evitare insomma una dilatazione dei tempi, i prossimi giorni saranno cruciali.

Giovanni Fiorentino