STEFANO DE BIASE
Cronaca

Oltre mille dipendenti pubblici da controllare Per chi non si adegua la multa è una stangata

Comune e Provincia pensano a sistemi di verifica automatizzati. E l’obbligo potrebbe estendersi anche al consiglio comunale

di Stefano De Biase

Come fare a controllare ogni mattina oltre mille green pass dei dipendenti pubblici? E’ la domanda che si rincorre in queste ore in Comune e negli uffici della Provincia dopo l’approvazione da parte del governo del decreto che rende obbligatorio, a partire dal 15 ottobre, il possesso della certificazione digitale anche per entrare a lavorare negli uffici pubblici. A Prato, solo fra Comune e Provincia, questo provvedimento riguarda più di mille persone, dislocate fra decine di uffici, che ogni mattina dovranno dimostrare di essere in regola con la vaccinazione o con i tamponi. A spaventare dirigenti e assessori non è tanto la presenza di dipendenti ‘no vax’ (non dovrebbero essere molti) ai quali sarà imposto il rispetto delle regole, bensì l’organizzazione dei controlli.

"Siamo già in contatto con la ditta che in passato ha installato i termoscanner - spiega l’assessore comunale Benedetta Squittieri - per chiedere di aggiornare il software e rendere le strumentazioni capaci di controllare in automatico sia la temperatura corporea sia il green pass. Contiamo di essere operativi già dal 15 ottobre. Sui dipendenti no vax, invece, faremo in questi giorni una verifica interna insieme ai sindacati per comprendere se ci sono situazioni particolari". Come disposto dal decreto, chi si presenterà in Comune o Provincia senza green pass sarà considerato "assente ingiustificato". E a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro sarà sospeso fino alla presentazione della certificazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. Il decreto ricorda anche che "non sono previste né sanzioni disciplinari né licenziamenti", ma comunque i lavoratori senza pass "fin dal primo giorno non hanno diritto alla retribuzione né ad altro compenso o emolumento". "Sono assolutamente d’accordo col decreto del governo", dice il presidente della Provincia Francesco Puggelli. "I dipendenti pubblici per il ruolo che ricoprono hanno la responsabilità etica di dare l’esempio, perché attraverso il loro lavoro rappresentano le istituzioni. Per quanto riguarda i controlli, serve un sistema automatizzato. Penso, ad esempio, a un database digitale, dove con un click è possibile conoscere la situazione di ogni singolo dipendente". Comune e Provincia assicurano il pugno di ferro verso coloro che proveranno a fare i furbi. Annunciando che applicheranno le sanzioni di legge per i dipendenti che, in barba ai controlli, entreranno a lavoro senza essere in regola con il green pass. Sanzioni che vanno da 600 a 1.500 euro, mentre le istituzioni che non effettuano i controlli rischiano una multa dai 400 ai tremila euro. Il green pass sarà obbligatorio anche per lo svolgimento dei consigli comunali e delle commissioni consiliari. Il decreto ne prevede l’auspicio e il Comune di Prato è già pronto per adeguarsi. "Non posso chiaramente decidere da solo - dice il presidente del consiglio comunale Gabriele Alberti - ma se ne avremo la possibilità., sarò perfettamente d’accordo con l’inserire l’obbligo di green pass anche per il consiglio comunale. Sia i nominati che gli eletti devono dare l’esempio. E’ una norma che può essere utile per prevenire la diffusione del covid".

Più rigide invece le posizioni dell’opposizione. Claudio Belgiorno, capogruppo di Fratelli d’Italia, parla di "eccesso". "Sono a favore al 100% dei vaccini, ma trovo assurdo rendere il green pass obbligatorio in tutti gli ambiti della vita quotidiana delle persone. Così significa essere sempre controllati, senza dimenticare le conseguenze negative che un simile provvedimento potrà avere sulle vite di tutti noi". Scettico anche Carmine Maioriello dei 5 Stelle. "Sono un garantista e applicare il green pass a tutti i settori non è proprio il massimo", sottolinea. "Auspico che venga mantenuta la possibilità dei collegamenti in remoto, così da dare a chiunque l’opportunità di partecipare alle sedute del consiglio comunale".