
Il centrodestra riprende la direttiva diffusa dal procuratore Tescaroli. Rifacendosi al codice della strada i furgoni possono essere confiscati. senza attendere il processo penale. "I cittadini pagano di tasca propria".
Una mozione "forte, concreta, e finalmente risolutiva" per contrastare l’annoso fenomeno dell’abbandono dei rifiuti tessili nel distretto pratese. È quella che Fratelli d’Italia ha presentato ieri a Palazzo Buonamici annunciando la diffusione dell’iniziativa in tutti i Comuni della Provincia di Prato e in quelli limitrofi della Piana. Al centro della proposta, l’integrazione dell’articolo 213 del Codice della Strada per permettere il sequestro e la confisca immediata dei veicoli utilizzati per il trasporto illegale di rifiuti, in particolare scarti tessili. Una misura che punta a scardinare alla radice il sistema illecito che, secondo il partito, "è stato per troppo tempo tollerato o ignorato".
Si tratta dello stesso provvedimento che il procuratore Luca Tescaroli ha già assunto una decina di giorni fa con una direttiva inviata a polizia, carabinieri, finanza e a tutti i comandi di polizia municipale oltre che in prefettura. La direttiva invita le forze dell’ordine a sequestrare amministrativamente i mezzi usati per il trasporto illegale di sacchi neri in modo da avviarli alla confisca in quanto l’iter penale, spesso, risulta troppo lungo e i veicoli tornano poi nelle mani dei proprietari che ne fanno un uso illecito.
"La nostra azione politica vuole incidere su una grave crisi ambientale che pesa da anni sul distretto tessile e sui cittadini", ha detto Giovanni Sardi, capogruppo FdI in Provincia. Dati alla mano, nel 2023 sono state raccolte 154 tonnellate di rifiuti tessili illegali, salite a 200 tonnellate nel 2024, fino ad arrivare a 250 tonnellate nei primi sei mesi del 2025. Numeri impressionanti, che per FdI certificano l’esistenza di un sottobosco industriale illegale, spesso legato ad aziende tessili cinesi. "È ora di dire basta ai sacchi neri abbandonati ovunque. I cittadini pagano di tasca propria – ha sottolineato Cristina Attucci, consigliera a Poggio a Caiano –. Con questa mozione chiediamo ai Comuni di aggiornare i propri regolamenti per rendere più rapido il sequestro e la confisca dei mezzi impiegati in questi traffici". La stima dei costi ambientali e di smaltimento è pesantissima: oltre 20 milioni di euro a livello regionale, secondo i dati citati da FdI. Costi pagati da imprese oneste e cittadini. Ma la battaglia è anche politica e culturale. Lo ribadisce Tommaso Cocci, esponente provinciale: "Vogliamo curare un distretto malato. Come ha detto, qualche giorno fa, il procuratore Tescaroli, quando ha parlato di ‘Terra dei fuochi’, sacchi neri abbandonati e dati alle fiamme in via Brugnani, richiamando la necessità di strumenti più incisivi per interrompere il ciclo criminale del rifiuto illegale". Infine, non manca l’affondo polemico al centrosinistra: "Il Partito Democratico ci accusa di fare propaganda, ma per anni ha fatto finta di non vedere – dichiara Cocci –. Noi vogliamo agire. Anche se per farlo dobbiamo toccare interessi che parlano cinese o appartengono ad altre etnie". Fratelli d’Italia promette battaglia nei consigli comunali: la mozione verrà depositata in ogni Comune della provincia. L’obiettivo è chiaro: colpire il cuore economico dei traffici, sequestrando i mezzi.
Caterina Cappellini