Il ritorno dei dormitori. Proseguono i controlli: "A Prato 750 all’anno"

Presentata la quinta fase del progetto "Lavoro Sicuro". Dal 2014 a oggi verificate in città quasi 12.000 aziende. "L’attenzione deve restare alta".

Il ritorno dei dormitori. Proseguono i controlli: "A Prato 750 all’anno"

Presentata la quinta fase del progetto "Lavoro Sicuro". Dal 2014 a oggi verificate in città quasi 12.000 aziende. "L’attenzione deve restare alta".

Sono 11.387 le imprese (in totale nel territorio della Asl Toscana Centro 18.321) controllate a Prato dal 2014 a oggi. Oltre 26,5 milioni di euro di sanzioni sono stati riscossi – 2,5 all’anno – dall’inizio del progetto che, in questo modo, è riuscito autofinanziarsi. Nonostante ciò l’odioso fenomeno dei dormitori abusivi nelle ditte continua a resistere. Anzi, dopo una sostanziale diminuzione, ultimamente sono tornarti a essere "di moda".

E’ stata presentata ieri a in Comune la Fase 5 del Piano Lavoro Sicuro della Regione Toscana, che avrà una durata biennale da gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. All’incontro, coordinato dall’assessore alle Politiche di cittadinanza Simone Mangani, erano presenti il direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asl Toscana centro Renzo Berti, il direttore dell’Area Sicurezza sui luoghi di lavoro Luigi Mauro e i rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati cittadini. Ad illustrare i risultati è stato Berti, che ha sciorinato dati e numeri a dimostrazione di come il piano sia servito in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il trend di regolarità sarebbe più che triplicato a Prato,dal 20,2% del 2014 al 70,4 attuale. Il pressing annuale dei controlli a Prato rimarrà costante anche nella Fase 5 con 750 verifiche, mentre nel resto del territorio calerà da 1.100 a 922: come ha spiegato Berti, durante la terza e la quarta fase è stato registrato un nuovo aumento del fenomeno dei dormitori abusivi e anche delle carenze igieniche nelle aziende controllate, un aumento che ha "acceso una spia" sulla necessità di proseguire nell’azione di controllo.

"Vi è un netto miglioramento rispetto all’inizio dell’attività e da un punto di vista quantitativo i controlli non caleranno, ma il riaffacciarsi di situazioni di promiscuità tra luoghi di lavoro e spazi di vita ci ha fatto decidere di non abbassare l’attenzione - ha detto Berti - Non si tratta di dormitori in loculi di cartongesso come quelli che trovavamo in molti capannoni, ma di situazioni non a norma in cui i rischi si moltiplicano: facendoci pensare che quanto abbiamo acquisito non sia consolidato". "Il Piano è cresciuto grazie alla collaborazione istituzionale e il Comune è partner del progetto attraverso la polizia municipale e il Servizio Immigrazione - ha aggiunto Mangani - A quell’intesa hanno fatto seguito il Protocollo Antisfruttamento e altri accordi come quelli con Alia e Sori per estendere i controlli di prevenzione anche ad altri ambiti".