
Il presidente del Prato è l’imprenditore romano Stefano Commini
E se fosse l’azionariato popolare la soluzione ai mali dell’Ac Prato? Difficile anche se questa pista viene sostenuta con passione da Massimo Taiti. Sarà un caso, ma per domani il vicepresidente della Figc Toscana ha organizzato presso il salone del consiglio comunale di Prato l’incontro "Tifosi e Club: percorsi di partecipazione e responsabilità condivisa", al quale prenderà parte anche Paolo Mangini, presidente del Comitato regionale Toscano della Figc-Lnd. Protagonista del convegno sarà "Supporters in Campo", la rete nazionale nata nel 2013 per promuovere modelli sostenibili di gestione e proprietà dei club sportivi, coinvolgendo attivamente i tifosi nei processi decisionali. Per l’associazione interverranno il presidente Stefano Pagnozzi e i consiglieri Fabio Guarini e Diego Riva. A partire dalle 10 si parlerà di vari argomenti, a cominciare da: partecipazione attiva (strumenti, organizzazione e finalità) e modelli di partecipazione (l’associazionismo tedesco e i supporters’ trust inglesi); esempi pratici da Germania, Inghilterra e Scozia; il ruolo dell’associazione/cooperativa nel contesto locale e le vie per l’integrazione dei tifosi nella governance societaria. Ma soprattutto, durante il convegno Taiti lancerà una proposta concreta per il rilancio dell’Ac Prato: un modello di azionariato popolare in cui i tifosi possano diventare proprietari del 50,1% delle quote societarie, con lo scopo di garantire una gestione trasparente, partecipata e radicata sul territorio. Una soluzione questa che si propone comunque come alternativa all’opzione principale, ossia il passaggio di mano del sodalizio biancazzurro da parte di Stefano Commini ad altri soggetti, nella fattispecie alla cordata dei "volenterosi". I contatti vanno avanti, nonostante l’apparente immobilismo. Tanto che il presidente del Prato, a differenza di quanto trapelato nei giorni scorsi, starebbe adesso lavorando per saldare tutte le pendenze con i tesserati della stagione 2024/25, ottenendo da loro le liberatorie al 31 maggio. Un passo significativo in vista dell’iscrizione della squadra alla Serie D. Ricordiamo che c’è tempo fino al 10 luglio (o al massimo fino al 15, accettando però di scontare due punti di penalizzazione nell’annata che verrà) per presentare la domanda di ammissione, corredata da documentazione specifica, e versare le relative tasse e diritti d’iscrizione, per una spesa di poco superiore ai 50 mila. Se Commini iscrivesse davvero il Prato alla D, allora a quel punto la trattativa per la cessione della società ad un gruppo ristretto di imprenditori locali si semplificherebbe.
Francesco Bocchini