REDAZIONE PRATO

Tragedia alla rifinizione Cambi, titolare muore a soli 47 anni

Iacopo Scuccimarra si è spento a causa di una malattia incurabile. Lascia la moglie, Sara, e tre figli. Il funerale alla Sacra Famiglia

Iacopo Scuccimarra

Iacopo Scuccimarra

Prato, 26 agosto 2024 – Tessile in lutto per la prematura scomparsa di Iacopo Scuccimarra, 47 anni, alla guida della Rifinizione “Cambi Luigi” insieme alla moglie Sara Cambi e alla cognata Silvia. Un male incurabile ha strappato Iacopo all’effetto dei suoi cari troppo presto. Una tragedia per tutti quelli che lo conoscevano e gli volevano bene, che ha lasciato l’intero distretto tessile sotto choc. Iacopo Scuccimarra era malato da tempo e ha lottato fino all’ultimo con coraggio ma, purtroppo, la situazione è precipitata nelle ultime settimane. Scuccimarra lascia la moglie Sara e tre figli. La salma è esposta all’oratorio della Misericordia. I funerali si terranno oggi alle 15 nella chiesa del Sacra Famiglia.

Tante sono state le dimostrazioni di affetto arrivate da parenti e amici alla famiglia di Scuccimarra per questa dolorosa perdita. D’altronde la rifinizione Cambi Luigi di via Zarini – con la sua storica ciminiera – è una tra le aziende storiche del distretto pratese, operante nel settore della follatura, finissaggio e tintoria. A Prato non ha bisogno di presentazioni: fondata nel 1949 da Luigi Cambi, è da oltre 70 anni un punto di riferimento del settore. Le sorelle Sara e Silvia, insieme a Scuccimarra, sono alla guida dell’azienda dal 2009 quando morì, prematuramente, il padre delle due imprenditrici, Andrea. Oggi conta quasi 130 dipendenti. Nel 2017 Scuccimarra insieme alla moglie e alla cognata avevano ritirato il prestigioso riconoscimento dello Stefanino D’Oro in quanto l’azienda da loro diretta era stata menzionata fra quelle più virtuose di tutta Prato.

Scuccimarra era diventato un punto di riferimento in azienda tanto da comparire più volte sulla stampa per portare avanti le sue battaglie. Non ultima quella, nel 2021, contro l’aumento del costo dell’energia e contro le bollette impazzite che avevano messo in serie difficoltà molte aziende del distretto.

La rifinizione era, inoltre arrivata alla ribalta delle cronache nell’agosto del 2021 quando i titolari si erano stretti intorno alla famiglia di un loro dipendente, Stefano Ventisette, 50 anni, ucciso dal Covid. In quell’occasione, fecero illuminare la ciminiera di via Zarini in suo ricordo.

“Lo ho incontrato più volte e più volte sono stato alla rifinizione che a Prato non ha bisogno di presentazioni – dice addolorato l’ex sindaco Matteo Biffoni – E’ una tragedia enorme e mi stringo alla famiglia in questo momento di dolore”.