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Guardia medica, manca personale Ecco il piano di accorpamento

La proposta dell’Asl è di mantenere meno sedi negli orari notturni. Dalle 24 alle 8 il servizio res a Vaiano, Vernio, Poggio a Caiano. Montemurlo dovrà appoggiarsi alle due postazioni di Prato

La carenza di medici della continuità assistenziale - leggi guardia medica - non è una novità. E purtroppo l’emergenza Covid ne ha acuito la ricaduta sui servizi. L’urgenza di dislocare giovani professionisti nelle squadre speciali, le Usca, ancora al lavoro e particolarmente apprezzate, si sta facendo sentire negli ‘effetti collaterali’. Adesso i nodi stanno venendo al pettine con una voragine che si è aperta di fronte alla mancanza di personale da inserire nella guardia medica. Basti pensare che nell’Asl Toscana Centro, di cui fa parte la provincia di Prato, si contano 134 postazioni vacanti di titolarità. All’avviso regionale di ricerca personale fatto dall’Asl hanno risposto solamente in due, a un secondo avviso nazionale si è aggiunta una terza persona.

In questo contesto di forte carenza di personale, è maturata l’esigenza di una riorganizzazione della guardia medica anche in area pratese. Un progetto è già stato stilato ed è stato presentato alla conferenza dei sindaci con l’obiettivo di spostare alcuni dottori della guardia medica dalla notte al giorno e di potenziare i servizi diurni e cercare di rendere più appetibile un’attività che nel corso degli anni ha perso il suo appeal per i giovani medici.

Si procederà con accorpamenti di sedi nelle ore più scariche di richieste, ovvero quelle notturne. Sul territorio pratese tutto questo si traduce nel mantenimento delle sedi di Vaiano, Vernio e Poggio a Caiano (serve anche Carmignano), nella riduzione delle postazioni da cinque a due a Prato accorpando quella di Montemurlo con quella di Prato ovest. Una riorganizzazione che interesserebbe le ore notturne, ovvero dalle 24 alle 8 di mattina, quando, secondo le statistiche effettuate dall’Asl Centro, il numero delle telefonate è esiguo.

Una riorganizzazione, secondo gli intendimenti dell’Asl utile per migliorare il servizio e potenziare la presenza di medici nelle ore diurne. Dalle 8 alle 24, invece, il servizio non cambierà. A Prato il confronto è partito con un primo passaggio del piano nella conferenza dei sindaci, mentre ancora non è arrivato alla fase delle trattive sindacali, come conferma Alessandro Benelli, segretario della Fimmg Prato: "Con la riduzione del numero delle Usca già potremo recuperare del personale medico. Ma la riorganizzazione della guardia medica non è ancora stata affrontata in sede sindacale".

Ci va cauto il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai: "Non c’è ancora niente di defintivo. E’ un piano che guarda avanti, se ne sta parlando adesso. Non sappiamo quando e se si partirà con accorpamenti e riduzioni in orari notturni. Ma il problema vero , che solleva questa riorganizzazione, è la carenza di medici, un problema a carattere nazionale". Dunque il confronto è aperto, le discussioni pure, con perplessità da parte di chi in prima persona dovrà comunicare ai cittadini una nuova organizzazione di un servizio alla salute.

Sara Bessi