
In cinque anni 108 fascicoli aperti, di cui solo 25 sfociati in omologhe di accordo o liquidazione davanti al tribunale. Sono i numeri delle procedure di composizione delle crisi registrati dal 2017 a oggi a Prato. Dati ritenuti insufficienti sia dai professionisti che dalla Regione Toscana (che effettua un coordinamento dei vari organismi) e che denotato una comunicazione inadeguata su un percorso che può consentire a persone, famiglie, imprese e artigiani di uscire da una situazione di sovrindebitamento. In che modo? Con la restituzione rateizzata del debito o con la totale cancellazione in caso di soggetti incapienti. Eppure questo percorso ha visto Prato fra le prime province d’Italia a istituirlo e da uno studio Irpet del 2018 è emerso che il territorio pratese è fra i più a rischio usura (in totale in Toscana c’erano 618.000 persone a rischio). Alla luce di questa situazione il Partito Democratico chiede un cambio di passo a livello nazionale per dotare questo percorso di fondi necessari per sostenere il lavoro dei professionisti e per dare maggiore visibilità allo strumento anti-usura. "Il tema è di grande urgenza e attualità", spiega Ilaria Bugetti, vicepresidente del coordinamento toscano anti-usura. "Con i rincari in corso e con la stangata prevista per ottobre ci saranno tante famiglie e imprese che avranno bisogno d’aiuto e di sostegno per non finire nelle mani degli usurai. Quindi dobbiamo fargli sapere che ci siamo e che gli sportelli sono pronti ad aiutarli". Gli sportelli sono aperti nei vari Comuni della provincia, in tribunale, all’ordine dei commercialisti e in Camera di Commercio. Qui si può chiedere un primo contatto, poi il professionista farà una valutazione complessiva del caso e se necessario attiverà avvocato, psicologo e il Serd in caso di ludopatia o dipendenze. I procedimenti oggi in corso sono 46: starà al tribunale decidere se concedere o meno l’omologa per la rateizzazione del debito o per la cancellazione. "Il governo deve portare avanti una campagna di sostegno con fondi per rendere il sistema sostenibile", dice il candidato all’uninominale alla Camera del Pd, Tommaso Nannicini. "La soglia di non pignoramento delle pensioni adesso è sui 700 euro, va portata a mille euro. Ci sono troppe famiglie e anziani che rischiano di scendere sotto la soglia di indebitamento e dobbiamo stare al loro fianco".
Stefano De Biase