Caro Francesco, mai mi sarei immaginato che quel ragazzino che amava il cinema e che riuscì ad intrufolarsi sul set di "Madonna" in piazza San Francesco avrebbe potuto scrivere di te e del tuo cinema. Quel ragazzino che ti vedeva come il riscatto della provincia, partito dalla periferia di Prato, arrivato ai trionfi miliardari del box office. Nel 2021 ti ho dedicato un capitolo nel libro che ho scritto insieme ad altri amici giornalisti "L’arte della risata – I comici toscani al cinema". Con orgoglio ricordavo di quanto da ragazzino mi vantassi con i miei compagni di classe fiorentini di questo pratese ricco di un talento comico unico che non assomigliava a nessuno. Noi pratesi, considerati dei semplici cenciaioli da chi non conosceva la nostra storia, cominciavamo ad essere orgoglioso di una nuova star della televisione. Eravamo nel 19781979. E tu "nascevi" nello stesso periodo di Paolo Rossi e Roberto Benigni. In poche parole… il riscatto della provincia. E poi film dopo film, successo dopo successo sei diventato il re Mida del cinema italiano con oltre cento miliardi d’incasso in pochi anni.
Improvvisamente il vento è cambiato. E proprio in quel periodo ci siamo avvicinati. Ricordo una telefonata che mi ringraziava di un articolo che avevo scritto a proposito dell’uscita del tuo album "Starnuti". Presi subito la palla al balzo per un’intervista a casa di tua mamma. Un’intervista doppia. Domande alle quali avreste risposto insieme, tu e tuo fratello Giovanni. Era fine agosto 2006. Dopo qualche giorno la tua vita cambiò per un brutto incidente. Dopo tre anni di silenzio, attraverso il tuo tutore riuscimmo ad avere qualche tua parola scritta. Parole che auguravano Buon Natale a tutta la città. E poi come non ricordare il tuo ritorno al cinema Eden alla presentazione del disco "Le notte di Cecco". Rvederti fu una emozione fortissima che non dimenticherò. Come tutte le serate che riuscimmo ad organizzare al Terminale per le cinque edizioni di "Buon compleanno Francesco". Il tuo cinema, i tuoi colleghi, il tuo pubblico. Caro Francesco, Prato ha il dovere di ricordarti per sempre. Da subito. Caro Francesco, mi hai insegnato a fare il giornalista "con il cuore". E di questo te ne sarò sempre grato. Caro Francesco… se un sogno resta… sarà per te.
Federico Berti