Val di Cava, la protesta. Bocciati servizi e viabilità. Invocata la “secessione“

La nuova rotatoria acuisce alcuni problemi, tra cui il collegamento con Ponsacco. E serpeggia la voglia di far passare la frazione sotto il Comune di Pontedera.

Viabilità, servizi, scuola. A pochi giorni dall’inaugurazione della rotatoria sulla provinciale di via delle Colline, un gruppo di residenti di Val di Cava, frazione del Comune di Ponsacco, si è ritrovato ieri sera nel piazzale del bar Verano’s con alcuni consiglieri comunali di minoranza per discutere di come sia cambiata la viabilità, e la vivibilità, all’interno della frazione e più in generale dei disagi subiti in questi mesi, soprattutto in seguito alla chiusura del ponte sull’Era.

Con i recenti lavori per la realizzazione della nuova rotatoria, questa sì davvero utile a snellire il traffico tra Il Romito e Treggiaia, una parte dei residenti di Val di Cava si sono visti sbarrare la strada di casa, in particolare l’accesso di via della Costituzione su via delle Colline. Così se i residenti si lamentano per dover allungare il proprio percorso in entrata ed in uscita dalla frazione, alcuni esercenti si sono visti ridurre in parte l’accesso alle proprie attività, con un conseguente calo di affari. Un insieme di fattori che hanno portato i residenti a confrontarsi tra loro. Si è tornati a valutare anche la possibilità di passare sotto il Comune di Pontedera. Geograficamente Val di Cava è infatti compresa tra le frazioni pontederesi de Il Romito e di Treggiaia mentre Ponsacco è di là dal fiume Era e per raggiungerlo la via più breve è percorrere via Maremmana e transitare sul piccolo ponte, rimasto chiuso nei giorni scorsi e che da tre anni non permette il transito ai mezzi superiori le 3,5 tonnellate, compresi gli scuolabus. Un ostacolo che porta i residenti di questa frazione a spostarsi più facilmente verso Pontedera piuttosto che in direzione della cittadina del mobile. Ma se davvero si andasse a configurare una volontà comune di passare sotto il Comune di Pontedera si attiverebbe un iter burocratico di non poco conto. Si dovrà passare da un referendum. Una circostanza che l’amministrazione comunale ponsacchina vorrebbe certamente scongiurare e per farlo occorrerà trovare delle risposte ad un gruppo di residenti della frazione che ora chiedono soluzioni a questi disagi.