Paura a Volterra. Cedono le mura medievali due crolli in pochi minuti. Una donna sotto i detriti

Scoppia il caos poco dopo mezzogiorno: pietre e terra si riversano in strada. Ferita un’anziana che passava a piedi ed è stata recuperata dai vigili del fuoco. Tre famiglie evacuate in tutta fretta dalla strada che si affaccia sul baratro.

Paura a Volterra. Cedono le mura medievali due crolli in pochi minuti. Una donna sotto i detriti

Paura a Volterra. Cedono le mura medievali due crolli in pochi minuti. Una donna sotto i detriti

di Ilenia Pistolesi

VOLTERRA (PISA)

La cicatrice si riapre squarciando i veli di un passato doloroso per una comunità attaccata sino al midollo ai propri beni storici. È la ferita che obbliga all’azione del pensiero rispetto a un patrimonio di tutti che radica quel senso etico di appartenenza. Ma a chi appartiene questo immane patrimonio così fragile? A chi spetta manutenere opere monumentali, come le cinte murarie vecchie secoli? Gli interrogativi fioccano in una città ancora smarrita dal devastante abisso che si è mangiato un pezzo di storia. A Volterra (Pisa), l’ora buia si fa baratro di 20 metri: è lo spaventoso crollo di un costone murario di epoca medievale che ieri, alle 12 in punto, ha vetrificato circa 200 metri cubi di antiche pietre a terra.

In una giornata di strade, musei e palazzi grondanti di turisti, ecco il boato che ha inchiodato la millenaria città etrusca in un baratro già noto, in una storia che torna a muggire come un vento nefasto. Correva l’anno 2014, quando lo stesso versante murario medievale collassò su sé stesso, a pochi metri in linea d’aria dalla voragine che ieri ha inghiottito una parte di memorie storiche e collettive. Era ancora il 2014, stavolta agli inizi di marzo, quando uno sperone di roccia si frantumò nel ventre storico della città trascinandosi via un altro costone di barriera antica. Come detto, alle 12 di ieri una porzione di cinta muraria medievale è sprofondata lungo viale Lorenzini, a questa latitudine una delle arterie più battute e trafficate.

È accaduto in un affaccio mozzafiato che strega i turisti, quello che racchiude ere in quel di San Felice. La sua porta, la chiesetta, e quelle mura medievali a ricordare un passato che è segno visivo. Con le sue pietre ora diroccate. È l’identico cielo, lo stesso versante murario che sprofondò nel 2014, in un gennaio freddo che gettò a terra le mura del centro per la rabbia copiosa delle piogge. Ma stavolta, il costone murario pare non essere imploso per le furie del maltempo. Un crollo strutturale, per il quale ancora non vi è causa, dato che le pietre frantumate al suolo non mostrano segni di infiltrazioni. La tragedia si è sfiorata per un pelo. Una delle pietre franate ha colpito una 90enne a una gamba, che è stata soccorsa da un dipendente comunale che in quel momento stava parcheggiando l’auto nella zona. La donna sta bene, e sul posto sono intervenuti i cani molecolari dei reparti speciali dei vigili del fuoco per cercare feriti tra le macerie. Fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta.

Tre le famiglie evacuate ieri in tutta fretta da via della Pietraia, la strada che si affaccia sul baratro. Due i nuclei familiari che, ieri sera, dopo attenti sopralluoghi, hanno potuto far ritorno sotto il tetto di casa. La prima stima dei danni, secondo il Comune di Volterra, parla di circa 3 milioni di euro. Domani (oggi per chi legge, ndr), un nuovo sopralluogo al crollo per dare una prima cornice al cronoprogramma dei lavori di messa in sicurezza, che intanto porteranno al disgaggio della porzione muraria ancora pericolante.