Partita sospesa, il caso: "No alle accuse gratuite"

Il Saline calcio si difende dopo l’infortunio del giocatore del Montelupo "Non abbiamo avuto cuore? Lui si era ripreso e siamo tornati in campo".

Partita sospesa, il caso: "No alle accuse gratuite"

Partita sospesa, il caso: "No alle accuse gratuite"

Continua la polemica a distanza tra le due società ma il Saline non ci sta e vuole chiarire la sua posizione. Lo fa tramite il suo presidente Silvio Chesi che, presente alla partita, ha assistito all’incidente, poi al soccorso del giocatore e infine alle aggressioni verbali e spintoni. "Sui social si sta montando una campagna contro il Saline – attacca il presidente Chesi - e la sua presunta insensibilità verso le condizioni di salute del giocatore del Montelupo, Mattia Bianchini, coinvolto nell’incidente di gioco al 4’ della ripresa. Io ero presente, il ragazzo ha perso i sensi, ci siamo spaventati, ma si è ripreso subito, ha risposto alle domande che gli sono state fatte per verificare la sua lucidità. E’ stata chiamata l’ambulanza, che purtroppo non era presente al campo di gioco, e questa è arrivata portando il giocatore all’ospedale. Nel frattempo la gara è stata sospesa – continua il presidente - i ragazzi sono rientrati negli spogliatoi, scossi e spaventati. Dall’ospedale intanto sono arrivate notizie confortanti sulle condizioni del giocatore che confermavano le prime positive verifiche".

Dopo i 45 canonici minuti della sospensione, l’arbitro ha convocato sul campo le due squadre per la decisione definitiva. "La mia squadra – insiste Chesi – si è ripresentata al completo, tutti e diciannove giocatori, in tenuta da gioco, mentre invece il Montelupo si è presentato in tuta avendo già fatto la doccia. L’arbitro, ha verificato che una delle due squadre non era disponibile per continuare a giocare e con il triplice fischio ha sanzionato il fine gara".

"Al rientro negli spogliatoi tutti noi del Saline siamo stati aggrediti verbalmente e con spintoni tanto è vero che siamo stati costretti a chiedere l’intervento dei Carabinieri. Di che cosa siamo accusati – conclude Chesi – che non abbiamo avuto cuore? Nelle partite succedono incidenti, anche più gravi, e, visto che le condizioni del giocatore erano rassicuranti, a nostro avviso c’erano tutte le condizioni per proseguire la partita. Siamo stati seri e coscienziosi rimettendoci sul campo alle decisioni dell’arbitro. Lo saremo anche in settimana quando da parte della Federazione arriverà la decisione definitiva. Come società facciamo tanti auguri a Bianchini perché torni quanto prima a giocare ma non accettiamo accuse gratuite perché anche a noi sta a cuore la salute di tutti i ragazzi che nei fine settimana scendono in campo".