Olio amaro, produzione in calo e prezzi in rialzo

Quest'anno la raccolta delle olive in Valdera sarà minore del 20%, con alcune zone che arriveranno fino al -50%. La siccità, la pioggia di fine maggio e giugno, la mosca olearia e le temperature estive hanno influito sulla qualità e sulla resa. Prezzi sotto i 13-14 euro al chilo. Nuovi oliveti intensivi in Maremma e Valdichiana.

Olio amaro, produzione in calo e prezzi in rialzo

Olio amaro, produzione in calo e prezzi in rialzo

Dove il calo è minore sarà comunque del 20%. Ma per l’olio, quest’anno, si va davvero a macchia di leopardo: ci sono zone del nostro territorio dive la raccolta delle olive segnerà anche il -50%, fino ad aree che potrebbero rinunciare alla frangitura. "Le prime stime parlano di una flessione produttiva nell’ordine del 20% rispetto alla campagna olearia 2022 – spiega Stefano Berti (Cia Etruria) – . E’ ancora presto per avere un quadro preciso. C’è chi ha ritardato la raccolta in attesa della pioggia di questi giorni per far prendere un po’ più di consistenza alle olive. Del resto siamo arrivati ad ottobre con temperature da tuffi al mare, e questa non è stata certamente stagione ideale per il settore. Inoltre le olivete sono passate dentro un’estate dove si acqua ne è evaporata tanta: ci sono zone dove le olive erano composte solo dal nocciolo ricoperto dal una pellicola sottilissima, e questo aspetto non solo influisce sulla resa, ma anche sulla qualità. Vediamo dopo questi primi giorni di piogge intense".

La siccità degli ultimi mesi ha messo a dura prova gli olivi che in alcune aree non irrigate avevano appunto iniziato a raggrinzire. A tendere una trappola all’olio, quest’anno, ci si era già messa la primavera. "Le precipitazioni intense di fine maggio e di giugno – aggiunge Berti– hanno danneggiato in molti casi la fioritura. A questo aggiungiamo, poi, come già detto, temperature estive prolungate". E anche la famosa mosca olearia che ha inciso. Un quadro che varia anche da zona a zona. Ma che complessivamente ci consente di parlare di un 2023 senza dubbio all’insegna di un calo produttivo generalizzato. Che influirà anche sui prezzi: "Non credo – precisa Berti – che si possa scendere sotto i 13 -14 euro al chilo".

Intanto anche l’agricoltura nel settore olivicolo sta vivendo una fase con importanti novità. Il decollo degli oliveti intensivi e superintensivi, che si stanno moltiplicando nella Maremma e in Valdichiana e che hanno già superato i mille ettari. Si tratta di coltivazioni con una densità d’impianto superiore a quella tradizionale (da 500 a 2.000 piante per ettaro), che richiedono irrigazione. "Stanno arrivano anche in provincia di Pisa conclude Berti –. Qualche piccola esperienza è già partita. E una, importante, partirà profondissimamente nella zona di Coltano. Quando le olivete intensive saranno in piena produzione arriveranno, anche qui, tonnellate di olive. Ma già da ore è bene che si apra una riflessione sul rapporto tra mondo olivicolo e mercato, e convivenza tra il settore tradizionale e quello intensivo".

Carlo Baroni