REDAZIONE PONTEDERA

La storia di un’amicizia. L’incontro nella foresta. Gli aiuti, la mucca. E ora la casa di mattoni

Andrea, barista di Santa Croce, nel gennaio 2009 conosce George su una spiaggia di Malindi. Inizia un bellissimo rapporto e dall’Italia ogni mese vengono inviati 130 euro anche grazie ai clienti del locale.

La storia di un’amicizia. L’incontro nella foresta. Gli aiuti, la mucca. E ora la casa di mattoni

di Gabriele Nuti

La storia di un’amicizia che da quindici anni non smette di commuovere. E’ quella tra Andrea e George. Il primo è un barista di Santa Croce. Il secondo un trentenne kenyota. Dopo la mucca da latte, che George ha potuto comprare nel 2009 grazie agli aiuti economici spediti da Andrea, ora il ragazzone del Kenya sta terminando la costruzione di una casa di mattoni, al posto di quella di fango e paglia che si allagava ed era insalubre per i suoi figli.

Ma torniamo agli inizi di questa storia straordinaria. Torniamo al gennaio del 2009 quando Andrea, con la moglie Anna e il figlio Leonardo, va in vacanza a Malindi. Una mattina, sulla spiaggia, viene avvicinato da un ragazzo che vende oggetti in legno da lui realizzati con il macete. Adrea chiede al ragazzo di fargli vedere dove vive. Camminano per undici chilometri nella foresta e arrivano a una capanna. Il padre di George regala al barista di Santa Croce un macete. Tornato al suo lavoro dietro al bancone del Bar Giannelli, Andrea inizia a coinvolgere i clienti. Ogni mese manda 130 euro di aiuti al ragazzo del Kenya che compra una mucca da latte. La famiglia kenyota così può avere una vita più dignitosa. Nel 2010 George diventa padre di Evans. Nel 2018 nasce la sua secondogenita. George telefona ad Andrea e gli chiede di scegliere il nome della bimba.

"Mi ha fatto un immenso piacere – racconta il barista di Santa Croce – Insieme a Leonardo, mio figlio, decidiamo di chiamarla Stella. Qualche mese dopo mi mandarono una foto dalla quale si vedeva come, durante le grandi piogge, la casa di George fatta di fango e paglia, si allagava completamente. La bimba era in braccio alla nonna. Quella foto mi fece venire l’idea di regalare a Gerge e alla sua famiglia una casa vera, di mattoni, dove potersi riparare in sicurezza". Dal 2019 Andrea Giannelli manda soldi a George. Si tratta di aiuti che lui stesso mette a disposizione e che raccoglie tra i clienti del bar.

"George mi ha mandato le foto e la casa ai margini della foresta di Malindi è quasi terminata – conclude Giannelli – Quando sarà finita vorrò tornare insieme a mio figlio Leonardo a riabbracciare George e la sua famiglia e mangiare tutti insieme sotto il tetto di casa sua".