"Caso Stella Maris". Il processo e il presidio

Il 7 novembre, presso il Tribunale di Pisa, si terrà un'udienza per discutere dei maltrattamenti avvenuti nella struttura di Montalto di Fauglia. Il Collettivo Antipsichiatrico Pisa presidierà l'udienza per ricordare le vittime degli abusi psichiatrici.

"Caso Stella Maris". Il processo e il presidio

Il presidio del movimento Antipsichiatria davanti al tribunale di Pisa durante una delle udienze del processo sui maltrattamenti alla Stella Maris

Processo in aula e, nuovamennte, presidio davanti il tribunale. ll 7 novembre, alle 14, il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud sarà ancora davanti il palazzo dio giustizia di Pisa dove si terrà una nuova udienza della vicenda dei maltrattamenti che sarebbero avvenuti nella struttura di Montalto di Fauglia gestita dalla Fondazione Stella Maris. In questa ulteriore udienza dovrebbero venire sentiti altri imputati (in tutto sono 14). Nelle scorse udienze, gli imputati sentiti, si sono difesi, tra vari argomenti, cercando di dare un altro copione alle immagini dei video realizzati dalla microspie dei carabinieri installate nelle strutture quando scattarono nel indagini.

"Erano buffetti, non schiaffi", è

stato per lo più il teorema difensivo quando la pubblica accusa – pubblico ministero Fabio Peliosi – pose l’accento sulle condotte ritenute di particolare asprezza che, nel campo d’imputazione, sono diventate un’accusa di

maltrattamenti.

"Quel che sembra non è", dunque, per dare un’altra rappresentazione di quelle immagini. Dall’esame dei primi imputati è emersa anche un’altra linea difensiva: "Eravamo dotati di scarsa formazione, eravamo abbandonati a noi stessi". L’indaginescattò in seguito alla denuncia di una coppia di genitori di un paziente. Da qui la decisione degli inquirenti, nel 2016, di installare appunto le microspie nella residenza. Il presidio del Collettivo Antipsichiatrico Pisa viene fatto per "ricordare – dicono – le vittime degli abusi psichiatrici che ancora vengono perpetrati ai danni di persone private della libertà personale, non in grado di difendersi da sole".

Carlo Baroni