
Ristoranti e negozi hanno sofferto in questi mesi estivi (foto d’archivio)
Tempi di forte incertezza sotto il profilo economico. Tant’è che l’estate, ormai alle battute finali, si chiude in affanno per le attività del commercio e della ristorazione pistoiese. Un quadro locale che riflette in pieno il momento congiunturale che tocca le tasche degli italiani. Ovunque, infatti, si registra un generalizzato calo delle presenze, e dunque degli affari, rispetto ad un anno fa. La situazione è fotografata da Confcommercio, che ha tirato le fila con un report che ha riguardato molte attività associate, le quali si sono espresse sull’andamento dell’ultimo mese.
"Ad agosto la clientela è stata prevalentemente locale, i turisti sono stati occasionali e specialmente italiani. Parliamo comunque di poche persone", dicono dal ristorante Corradossi. Stessa percezione da parte di Montuliveto: "Restiamo un po’ fuori dalle traiettorie turistiche. Non registriamo che un timido aumento delle presenze rispetto ad un anno fa". Per Voronoi "si è registrato un leggero calo specialmente nell’orario del pranzo", mentre l’Osteria Fratelli aggiunge che "i turisti sono calati in numero e in qualità rispetto ad un anno fa". L’enoteca Nati Stanchi evidenzia, ancora, "un calo del 30-40% rispetto all’agosto 2023", mentre La Bettola parla apertamente di "Un disastro rispetto agli scorsi anni" e anche BaldoVino registra un "Calo evidente rispetto agli ultimi 2/3 anni". Non va molto meglio dal fronte del commercio. Tony de Angelis osserva che "un po’ di movimento c’è stato, anche se molti pomeriggi sono stati davvero vuoti. Sono arrivati più stranieri che italiani e comunque in forma molto contenuta". Federica Cioni, di Marella, aggiunge che "Non è stato un grande mese di agosto. Non abbiamo mai chiuso, ma non si è visto un grande giro di clienti abituali e turisti. Anche il grande caldo non ha aiutato".
"Agosto è andato molto peggio di un anno fa - commenta Ronny Fusco, di Attitude Plus - specialmente perché ci è mancato il target del turista giovane, sia italiano che straniero, disposto a spendere. In città mancano attrazioni degne di nota per questo segmento e restiamo scarichi". "Un quadro - spiega il presidente di Confcommercio, Gianluca Spampani - che riflette ampiamente la crisi dei consumi attraversata dal nostro paese. Il mese di agosto conferma una tendenza di sofferenza per questa estate. è un fatto che il potere d’acquisto degli italiani si sia arenato. Il cortocircuito creato dal mix tra stipendi immutati da trent’anni e fattori deleteri, come l’inflazione, l’aumento dei tassi di interesse, le crisi globali, hanno eroso i risparmi di famiglie, coppie e single". "Accanto a questo, l’iper-turismo che dovrebbe derivare a cascata dalle città vicine più affollate, come Firenze, non produce effetti palpabili e – aggiunge –, anche in mancanza di una gestione manageriale dei flussi, risulta essere più un’illusione ottica che altro. è uno scenario intricato, del quale siamo chiamati a prendere atto rapidamente, per impostare una reazione. Agosto è stato la premessa di una situazione che richiederà interventi di sostegno a settori che muovono l’economia del territorio e che, per questo, non possono essere abbandonati alle correnti della congiuntura globale".