Studentessa bullizzata, la preside:: "Sanzione prevista: voluta dai prof"

Processo al Liceo Petrocchi di Pistoia: l'ex preside conferma l'esistenza di una sanzione prevista dal regolamento d'istituto fin dal 2018. La preside è accusata di falso in atto pubblico e di diffamazione.

Studentessa bullizzata, la preside:: "Sanzione prevista: voluta dai prof"
Studentessa bullizzata, la preside:: "Sanzione prevista: voluta dai prof"

"La sospensione con obbligo di presenza per gli studenti era una sanzione prevista dal regolamento d’istituto del Liceo Petrocchi fin dal 2018. Un regolamento di cui esisteva una copia cartacea che tutti avevamo. Tanto è vero che fu proposta dai professori nel primo consiglio di classe subito dopo i fatti dell’assemblea degli studenti". L’assemblea era quella del 28 marzo 2019, organizzata dagli studenti nella Cattedrale ex Breda, durante la quale una ragazza ubriaca fu dileggiata e ripresa dai compagni in un video. Sul posto intervenne la Digos: alcuni studenti furono sospesi e ne scaturì un’indagine e il processo che vede imputate l’allora preside Elisabetta Pastacaldi e la sua vice Angela Borse, accusate di falso in atto pubblico, perché avrebbero applicato una sanzione non presente sul sito online del regolamento d’istituto, sanzione che sarebbe stata pubblica solo in secondo momento. A chiarire invece l’esistenza di quella norma è stata ieri in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Alessandro Buzzegoli è l’ex preside Pastacaldi, ora in pensione, che è difesa dagli avvocato Massimo e Carlotta Taiti del foro di Prato.

"Quella sanzione – ha chiarito l’ex dirigente - era stata voluta dai docenti della scuola, per il suo valore rieducativo, perché abbiamo sempre ritenuto che sospendere gli studenti mollandoli a casa non servisse a niente. Diverso è invece far svolgere loro servizi utili, in un percorso rieducativo. Dunque questa cosa non partì da me, ma dal consiglio di classe che poi la sottopose al Consiglio d’Istituto".

L’ex dirigente è anche accusata di diffamazione e violazione del segreto di ufficio: la vicenda, infatti, ebbe un clamore mediatico, e Pastacaldi rilasciò interviste anche in tv. "Quando una ragazza finisce in ospedale è chiaro che i giornalisti si informano – ha spiegato l’ex preside – Io partecipai a due trasmissioni televisive il 3 e 4 aprile. Ma in quel momento le famiglie degli studenti coinvolti erano già state tutte informate. E io non feci mai i loro nomi. Poi il video ripreso dai cellulari degli studenti era diventato ormai virale". Quella assemblea era stata organizzata dagli studenti delle classi prime, che avevano affittato i locali della Cattedrale ex Breda. "In questo caso, non c’è l’obbligo di sorveglianza da parte dei docenti", ha spiegato Pastacaldi. Riguardo al suo commento: "Sono ragazzi di prima, non sono ancora ’petrochizzati’", la preside ha chiarito che non fu un commento diffamatorio: "Ogni anno noi abbiamo 200 nuovi alunni". Il processo riprende il prossimo

Martina Vacca