"Stragi di mafia, perché?". L’incontro con Cardella

Oltre cento studenti del Forteguerri in sala Maggiore per ascoltare il magistrato "Per contrastare la criminalità organizzata è necessario adeguarsi ai tempi".

"Stragi di mafia, perché?". L’incontro con Cardella

"Stragi di mafia, perché?". L’incontro con Cardella

Un vortice di emozioni, un racconto profondo e a tratti toccante che ha fatto breccia direttamente nei cuori degli oltre cento studenti del Liceo Forteguerri presenti per ascoltare la storia di Fausto Cardella. L’evento "Le stragi di mafia: perché? Ricordi e riflessioni nel trentennale", organizzato dal Comune di Pistoia e dell’Associazione Amici del Forteguerri e andato in scena in una Sala Maggiore piena in ogni ordine di posto, ha visto protagonista il racconto di un magistrato che ha dedicato la propria vita alla lotta contro la mafia e che ha assistito da vicino ad uno dei momenti più drammatici della storia recente del nostro paese. Cardella è stato infatti magistrato applicato alla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanisetta dal novembre 1992 al dicembre 1993 e ha fatto parte del pool di magistrati che ha condotto le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio. "Le stragi in Sicilia e quella dei Georgofili a Firenze segnano il punto massimo dello stragismo mafioso – afferma Cardella. Tali episodi hanno però rappresentato anche uno spartiacque non solo per quanto riguarda la mafia ma soprattutto per la capacità di reazione dello Stato. Ci sono voluti trent’anni, ma oggi gli autori e i mandanti delle stragi sono finiti in carcere. La mafia non è però sparita e per contrastarla è necessario adeguarsi ai tempi che corrono".

Proprio per questo motivo è fondamentale sensibilizzare i più giovani attraverso il racconto dei tragici episodi che hanno sconvolto il paese negli anni Novanta: "Conoscere il passato permette di interpretare il presente e affrontare il futuro – sottolinea Cardella –. Fin da quando ero in servizio attivo ho sempre ritenuto importante il dialogo con gli studenti, in loro vedo la voglia di conoscere e di imparare ad essere dei cittadini responsabili". Il presidente dell’associazione Amici del Forteguerri, Andrea Mitresi, ha voluto porre l’accento sull’importanza dell’ospitare una figura di tale calibro: "Tra gli eventi da noi organizzati questo è sicuramente uno dei più prestigiosi. Cardella è stato per molti anni un pilastro della lotta alla criminalità organizzata e la sua testimonianza rivolta agli studenti ha indubbiamente un valore speciale". Soddisfazione anche da parte di Anna Maria Corretti, dirigente scolastica del Forteguerri: "Un evento di punta che si va ad inserire perfettamente nella serie di incontri che, come scuola, stiamo portando avanti. Per i ragazzi poter avere un confronto diretto con Fausto Cardella è un’occasione unica e credo che rappresenti un tassello importante nel percorso dell’educazione alla legalità".

Michele Flori