Manca linfa nuova. I numeri evidenziano il ’calo delle nascite’ di esercizi e negozi

Inequivocabili i dati di Confesercenti: in dieci anni perse 118 attività. Un calo drastico, pari al quarantacinque per cento del totale. "Le chiusure ci sono sempre state. Ma adesso aprono in pochi".

Manca linfa nuova. I numeri evidenziano il ’calo delle nascite’ di esercizi e negozi
Manca linfa nuova. I numeri evidenziano il ’calo delle nascite’ di esercizi e negozi

Dal 2013 al 2023, a Pistoia si è registrato un vero e proprio ’crollo delle nascite’ di nuovi negozi e pubblici esercizi. Un discorso che riguarda sia il comune che la provincia. Basti pensare che nel giro di dieci anni si è avuto un calo del 45%, che in valore assoluto si traduce in un -118 attività. Dati questi, forniti dalla Camera di Commercio di Pistoia-Prato, che preoccupano Confesercenti. "Si è parlato tanto in questi giorni di chiusure, ma quelle ci sono sempre state. Credo invece che il problema della ’denatalità’ delle attività commerciali sia più significativo: anche dieci anni fa i negozi fallivano, ma ne aprivano di nuovi, mentre adesso questo ricambio non c’è e in futuro, se la situazione rimarrà questa, il trend non farà altro che peggiorare sia a livello nazionale che locale – afferma Riccardo Bruzzani, direttore di Confesercenti Pistoia –. La domanda più importante che ci dobbiamo fare è la seguente: i negozi di vicinato sono destinati a scomparire oppure no? Occorrono politiche serie per salvaguardare in particolare le piccole attività e quelle di periferia".

Come sottolineato da Pierluigi Lorenzini, presidente provinciale di Confesercenti, "le criticità legate allo scarso numero di nuove aperture si sono accentuate in concomitanza con il lockdown. Il fenomeno degli acquisti online è esploso e ovviamente le attività fisiche ne stanno risentendo. Il problema è che stiamo affrontando un cambiamento di mercato basandoci su vecchie regole". Secondo Confesercenti, per risollevare il tasso di natalità è fondamentale rendere Pistoia una città maggiormente attrattiva. "Bisogna che il turista scelga Pistoia non solo come base di appoggio per spostarsi verso le altre città, ma perché realmente interessato a visitarla – spiega Stefano Giachetti, vicedirettore di Confesercenti Pistoia –. Da una recente indagine del Centro Studi Turistici per Fiepert Confesercenti, risulta che i viaggiatori stranieri spendono un euro su tre in un pubblico esercizio: è la conferma di quanto sia fondamentale il ruolo di bar, ristoranti, pizzerie e pub per il turismo. Per quanto concerne gli aspetti da migliorare, di cartelli che indirizzino i turisti dall’uscita dell’autostrada verso il centro ce ne sono troppo pochi. Servirebbero poi un’app per smartphone che consigli il miglior itinerario turistico e una cartina da diffondere presso le strutture ricettive e non solo".

"E non scordiamoci anche del capitolo eventi – conclude Giachetti –: è necessaria una crescita quantitativa e qualitativa. Riteniamo valida l’idea di lavorare assieme alle associazioni datoriali, associazioni e comitati del luogo, coordinati dal Comune, per la realizzazione di un programma semestrale per il 2024". Sul fronte Ztl, da Confesercenti sostengono che in determinati orari e stagioni deve essere reso possibile l’ingresso ai non residenti. Da rivedere poi le tariffe di occupazioni di suolo pubblico, la Tari per i pubblici esercizi e non solo, e infine anche gli orari d’apertura di musei e chiese.

Francesco Bocchini