Alluvione, aziende paralizzate dal fango secco. A Montale la zona industriale è ferma

Come uno tsunami: i detriti hanno sepolto tutto. Viabilità bloccata e danni anche al Condominio di 25 ditte. Ogni giorno viaggiano 30 mezzi fino alla discarica. Ma è impossibile prevedere i tempi e i costi delle opere

Il fango che ha paralizzato un'azienda
Il fango che ha paralizzato un'azienda

Montale (Pistoia), 26 novembre 2023  - Montagne di fango ormai seccato paralizzano la zona industriale di Montale come una colata di lava dopo un’eruzione vulcanica. Quello che ha colpito quest’area produttiva è stato più di un’alluvione, è stato uno tsunami che ha trasportato nelle strade e nei capannoni tonnellate di pietra e terra che nel corso di secoli si erano sedimentati nel letto del fiume Agna. E’ iniziata da mercoledì scorso l’opera di rimozione del materiale da parte di una ditta incaricata dalla Regione. C’è stato un ritardo di una decina di giorni per l’inizio dei lavori a causa della difficoltà a trovare una discarica, che ora è stata individuata a Calenzano. E occorreranno ancora 15 giorni per liberare le strade interne della zona industriale. "Stiamo sollecitando perché si faccia il prima possibile – dice il sindaco di Montale Ferdinando Betti – per liberare la viabilità ma si tratta di un lavoro enorme per la quantità del materiale che si è accumulato".

La peculiarità di questo disastro di Montale è anche il fatto che i danni non sono solo quelli alle singole aziende ma anche alle infrastrutture di un condominio di ditte che comprende 25 imprese e dà lavoro a 500 persone. Tra le infrastrutture condominiali c’è il sistema antincendio che è indispensabile per la ripresa dell’attività e comprende delle vasche per la raccolta dell’acqua, che sono piene di fango, delle pompe idrauliche fortemente compromesse e la rete di tubazioni che porta agli idranti dei capannoni. Poi ci sono le strade.

“Ancora non possiamo determinare con precisione l’entità dei danni infrastrutturali – dice Alessandro Paolacci, titolare della Creafil, una delle ditte del Condominio – ma sono davvero enormi. L’impianto antincendio ora è da rifare". Il condominio dispone anche di un depuratore, anch’esso rovinato. "Al momento non possiamo neanche verificare – dice Paolacci – lo stato del manto stradale ma sarà fortemente deteriorato". Nelle strade condominiali ci sono anche le fognature che dovranno essere ripulite dal fango. E’ completamente intasata da melma e detriti anche una piccola cassa di laminazione lungo via Croce Rossa, questa di proprietà comunale, ci doveva servire per il fosso dell’Agnaccino. I danni prodotti alle infrastrutture condominiale sono talmente ingenti che difficilmente potranno essere sostenuti dalle imprese. La sopravvivenza di molte delle aziende della zona è fortemente a rischio. La priorità assoluta è la liberazione dal fango e dai rifiuti delle strade e dei capannoni. La ditta incarica della rimozione del materiale lavora con un mezzo dotato di benna e una staffetta di camion che vanno da Montale alla discarica di Calenzano. La ditta calcola di rimuovere 30 camion al giorno di materiale. La falla dell’argine, di circa 100 metri lineari, è stata chiusa ma da sotto l’argine ancora fuoriesce dell’acqua che scorre nelle strade. L’infiltrazione dovrà essere canalizzata nelle fognature per rendere percorribili le strade.