Dopo la bufera, Danti chiarisce: "Non ho intenzione di dimettermi"

"Le priorità sono approvare il l bilancio e le varianti urbanistiche". Se sarà sfiduciato, pronto il commissario. Il sindaco assicura: "A chi poi prenderà il mio posto garantirò l’appoggio, nell’interesse dei cittadini".

Dopo la bufera, Danti chiarisce: "Non ho intenzione di dimettermi"
Dopo la bufera, Danti chiarisce: "Non ho intenzione di dimettermi"

Aria di crisi al Comune di Abetone Cutigliano. Dopo la riunione del Consiglio comunale dei giorni scorsi in cui il capogruppo di maggioranza, Andrea Tonarelli, ha invitato il sindaco in carica, Marcello Danti, a rassegnare le dimissioni, è probabile che "Un’altra storia" si stia interrogando sulle strategie per disegnare il futuro, prima di formalizzare la richiesta. Quando Danti venne eletto, in una lista a trazione Fratelli d’Italia ma senza che nessuno del Partito di Giorgia Meloni facesse parte della Giunta, la maggioranza era numericamente molto solida, ai tre consiglieri di opposizione schierati da "Il paese che vogliamo", "Un’altra storia" rispondeva con ben otto consiglieri. Quando Gaia chiese di entrare in possesso della gestione dell’acquedotto emersero le prime distanze tra le diverse anime della maggioranza con il sindaco intenzionato a cedere le infrastrutture e Andrea Formento che convocò un’assemblea pubblica per raccogliere i consensi di quelli che non avrebbero voluto cederla. In realtà la cessione era già stata però accettata dal sindaco precedente. Da allora non c’è più stata una reale collaborazione e dal ritiro delle deleghe a Formento della primavera scorsa, fino al voto contrario di Diego Petrucci sul progetto funiviario Doganaccia Corno alle Scale, è stato un susseguirsi di problemi di convivenza. Ora sono tre gruppi, di fatto, a comporre l’assise: Costa con Ballantini e Corsini; Diego Petrucci, Andrea Tonarelli, Andrea Formento e Veronica Scandagli con la ex maggioranza e Marcello Danti con Gabriele Bacci, Maurizio Petrucci e Tommaso Ziviani, fanno pensare che, dopo l’approvazione del bilancio e le variazioni al documento urbanistico, necessarie per dare il via alla costruzione della funivia, il Comune si troverà senza amministrazione.

"Spero nessuno sia così folle da chiedere le mie dimissioni prima dell’approvazione del bilancio e delle varianti urbanistiche. Per quanto mi riguarda – afferma Danti – non ho alcuna intenzione di dimettermi, lo devo al rispetto nei confronti di chi mi ha votato; sarà compito di chi ha portato avanti la guerra interna presentare una mozione di sfiducia che, nonostante la correttezza che li ha contraddistinti, credo i rappresentanti dell’opposizione voteranno assieme alla mia ex maggioranza". In tal caso, il Comune sarebbe commissariato fino alla prossima data utile per le elezioni, nella tornata di amministrative in primavera. "Io sono tranquillo, la mia giunta ha comunicato poco ma operato parecchio e, nel caso dovessi lasciare, lo faccio con la coscienza a posto. A chi prenderà il posto di sindaco garantirò il mio appoggio nell’interesse dei cittadini, tutti molto lontani dalle liti personali scatenate in tutti questi mesi. Il toto candidato che è partito in questi giorni mi interessa poco – conclude –, di certo so solamente che il prossimo sindaco non sarò io".

Andrea Nannini