Biancheria e attrezzi per 7mila euro. Anziana raggirata, riesce a liberarsi

La vicenda si è risolta grazie all’intervento della presidente Adiconsum, Denise Domenichelli: "Chiedete aiuto"

Biancheria e attrezzi per 7mila euro. Anziana raggirata, riesce a liberarsi
Biancheria e attrezzi per 7mila euro. Anziana raggirata, riesce a liberarsi

Persone anziane, fragili e un po’ meno avvedute: sono soprattutto loro a cadere nelle mani dei furbetti delle vendite a domicilio da migliaia di euro, senza sapersi disimpegnare per non accettare l’acquisto. Ancora una volta a lanciare l’allarme è Denise Sira Domenichelli, presidente di Adiconsum Pistoia, che proprio in questi giorni è intervenuta a livello legale per far annullare un contratto fatto firmare a una donna di 73 anni di Pistoia. La signora infatti, con palesi limitazioni della vista e dell’udito, è caduta in una sorta di condizionamento psicologico, e non è riuscita a dire di no al momento della firma dell’atto d’acquisto.

"La donna è stata contattata prima telefonicamente con la solita scusa dei buoni sconto che un incaricato le avrebbe portato a casa – racconta Domenichelli - In seguito si è presentato un "consulente" che l’ha indotta a firmare un contratto per 4.800,00 euro (3980 euro più iva), per acquistare biancheria e un macchinario costoso per il benessere. La signora poi ha firmato un impegno oneroso con una finanziaria per pagare questa cifra in rate mensili da oltre 100 euro per 70 mesi, fino al 2029, andando alla fine a pagare oltre 7mila euro".

Una modalità che è sempre la stessa, per la quale in tanti anche in passato si sono recati nella sede di Adiconsum in viale Matteotti per chiedere aiuto. "Questa volta però è stato molto complicato far rescindere i contratti con la ditta e con la finanziaria – spiega Domenichelli – perché tutto ciò è avvenuto a giugno e l’anziana signora è venuta disperata da noi solo adesso, quindi ben dopo i termini di legge di 14 giorni per annullare l’acquisto. Dopo un impegnativo scambio di email e telefonate sono comunque riuscita a spuntarla, e la donna dovrà pagare solo la rispedizione al mittente della merce che nel frattempo le è stata recapitata".

Un risultato positivo quindi per la presidente di Adiconsum, ma che non era scontato proprio per tutto il tempo lasciato intercorrere tra la firma del contratto e la richiesta di annullamento. "Per questo motivo vorrei ricordare a tutti di porre estrema attenzione a quello che firmano, specialmente se si viene incalzati da qualcuno che mette fretta- conclude Denise Domenichelli – piuttosto, se si pensa che l’acquisto possa esserci davvero utile, consiglio di farsi lasciare dal venditore i fogli e farli leggere a un legale, oppure rivolgersi ad associazioni dalla parte dei consumatori come Adiconsum".

Daniela Gori