
L’autovelox della discordia a Pontenuovo: migliaia le multe. ai cittadini
"Saranno i giudici a sancire che l’ordinanza istitutiva del limite di 40 al Pontenuovo non esiste e in giudizio il Comune di Pistoia non potrà limitarsi a dire che la sta cercando". Lo afferma Massimo Raffaele, il cittadino montalese che con le sue istanze agli uffici comunali ha fatto scoppiare il caso autovelox e che per la prima volta autorizza a pubblicare il suo nome. Raffaele ha appena avuto l’ennesimo botta e risposta epistolare con gli uffici comunali e replica seccamente (inviando anche al sindaco e ai giornali la sua risposta) ad una nota dell’ingegner Francesco Venturi, dirigente dell’ufficio mobilità del Comune, il quale sosteneva, così come aveva fatto anche l’assessore Bartolomei in consiglio comunale, che "la ricerca dell’ordinanza è tutt’ora in corso". "Il provvedimento non è stato ancora trovato – scrive Venturi il 10 dicembre scorso rispondendo all’ennesima richiesta del cittadino montalese – tuttavia non è possibile affermare con certezza che non esista ma si può attestare che al momento l’ufficio non è stato in grado di rintracciarlo. La ricerca di cui sopra pertanto non si è arrestata ma prosegue, compresi anche gli archivi cartacei".
Venturi spiega che "le ordinanze del Comune sono digitali solo dal 2006 mentre quelle tra il 2006 e il 2000 erano cartacee con protocollo informatico ed infine quelle precedenti al 2000 erano cartacee con protocollo cartaceo. In tutti e tre i casi ci possono essere stati errori di classamento o di battitura dei documenti e/o delle loro registrazioni che posso rendere difficoltosi o vani i vari tentativi di rinvenimento. Inoltre gli archivi cartacei sono dislocati in più edifici e a disposizione di più servizi e il documento potrebbe essere stato archiviato anche in più di un fascicolo e da più di un ufficio, per cui la ricerca è stata estesa a tutte le unità operative del Comune". Raffaele replica sostenendo che tale risposta, degli uffici e dell’assessore Bartolomei, "è stata concordata per rimandare il più possibile il momento in cui dovrete ammettere che l’ordinanza sulla base della quale il Comune di Pistoia ha incassato milioni di euro grazie a procedimenti sanzionatori messi, oggi in discussione, non esiste. Ciò però non sarà possibile quando un giudice (amministrativo o civile o contabile o penale o tutti e quattro) imporrà di produrre in giudizio il provvedimento "fantasma" e ai giudici che vi chiederanno di produrre gli atti non potrete chiedere di attendere sine die. Loro emetteranno una sentenza che sancirà che tale documento non esiste, con tutte le conseguenze del caso". Col riferimento ai giudici Raffaele allude alle azioni legali collettive che stanno predisponendo i tanti cittadini multati.
"I Comuni hanno l’obbligo – argomenta Raffaele - di scrivere sul Registro di protocollo l’elenco, in ordine cronologico, degli atti adottati, e se l’originale dell’ordinanza può anche essersi persa dentro qualche fascicolo, i libroni del protocollo, a quest’ora, dovreste averli già consultati tutti e aver trovato un rigo con gli estremi del provvedimento. E anche nel caso si trovasse l’atto in originale dovrebbe comunque esserci obbligatoriamente anche la registrazione a protocollo". Raffaele fa poi notare che "la Provincia di Pistoia ha messo nero su bianco che prima del 26 agosto 2024 non ha mai emesso alcun nulla osta per l’istituzione di un limite di velocità a 40 km/h a Pontenuovo. Di conseguenza, nessun provvedimento può essere stato dal Comune legittimamente adottato".
Giacomo Bini