Un tempo da... lupi. Parco, sette esemplari hanno trovato casa: "Equilibrio naturale"

Gli esemplari sono costantemente studiati e monitorati. Bani: "Si cibano di ungulati, presto l’uomo non dovrà più intervenire".

Un tempo da... lupi. Parco, sette esemplari  hanno trovato casa: "Equilibrio naturale"
Un tempo da... lupi. Parco, sette esemplari hanno trovato casa: "Equilibrio naturale"

Sette lupi che vivono in branco, e si muovono soprattutto di notte, hanno ormai trovato stabilmente "casa" a San Rossore. Un gruppo – osservato continuamente – che predilige le aree con minor presenza umana, laddove è possibile trovare anche la selvaggina di cui cibarsi. Una bella vittoria per il Parco "poiché abbiamo riportato l’ecosistema all’equilibrio naturale".

I lupi, dicevamo, sono monitorati quotidianamente dal responsabile delle attività di gestione e ricerca Marco Del Frate insieme a Paolo Bongi, sotto la responsabilità scientifica del professor Marco Apollonio nell’ambito della collaborazione tra Ente Parco e Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari. Negli ultimi ultimi giorni sono stati dotati di radiocollari satellitari la giovane femmina chiamata ‘Mea’ ed il maschio chiamato ‘Mariano’ in ricordo di Mariano Tramontana, ex-guardiaparco recentemente scomparso. Le operazioni sono state effettuate in maniera non traumatica ed hanno reso possibili la verifica dello stato di salute degli animali. Le informazioni che arrivano dai sofisticati sensori presenti, insieme a quelle dei due radiocollari attivati nell’aprile scorso ed alle 37 fotovideotrappole disseminate nel Parco, permettono di approfondire le conoscenze delle abitudini spaziali ed alimentari della specie nel nostro territorio, inoltre strumenti collegati con i collari possono essere predisposti per avvertire qualora i lupi si dovessero avvicinare nelle aree antropizzate.

"Gli studi di San Rossore – è orgoglioso il presidente Lorenzo Bani – confermano che il lupo svolge un importante ruolo ecologico nel Parco: sta riportando all’equilibrio naturale l’ecosistema, sbilanciato negli ultimi anni dalla sovrappopolazione di daini che, riducendo la rinnovazione del bosco e le piante erbacee, avevano messo in pericolo la flora del Parco". "A questo punto – conclude Bani – saremo presto in grado di ridurre fortemente fino ad evitare l’intervento umano per il riequilibrio". Il monitoraggio mostra che i lupi di San Rossore non escono dalla Tenuta e dalla zona limitrofa al Serchio, si cibano esclusivamente di ungulati e non hanno mai fatto registrare attacchi ad animali domestici.