Scatta la denuncia dopo la pubblicazione su Facebook
Scatta la denuncia dopo la pubblicazione su Facebook

Pisa, 10 aprile 2019 - Teatro Rossi: seconda puntata, seconda denuncia. Dopo quella del 2012, quando il Teatro di Piazza Carrara, di proprietà del Demanio, fu occupato abusivamente, adesso arriva la denuncia penale per danneggiamenti, depositata ieri ai Carabinieri di Pisa dal soprintendente Andrea Muzzi. «La situazione è gravissima – ha detto ieri il soprintendente a La Nazione -, queste persone sono in regime di occupazione e adesso siamo di fronte ad abusivi che stanno danneggiando un bene storico-artistico». «Sono contro la legge e stanno agendo contro la legge – tuona ancora Muzzi – che prevede che chi esegue interventi all’interno di un bene sia autorizzato e abbia titolo a farlo. Loro sono abusivi e stanno agendo come quei medici che curano le persone senza avere titoli, lauree o abilitazioni professionali e autorizzazioni». La denuncia presentata ieri ai Carabinieri è ampiamente documentata, spiega il soprintendente, «dalle fotografie pubblicate su facebook dagli autori degli interventi e dall’articolo pubblicato da La Nazione».

Martedì erano apparse sulla pagina facebook del Teatro Rossi alcune fotografie con giovani impegnati nel «restituire dignità», scrivono, a quello spazio, attraverso lavori di stuccatura e imbiancatura. Una «dignità» del tutto arbitraria perché frutto, a quanto sembra, non di un progetto redatto da restauratori titolati e regolarmente autorizzati, ma da giovani armati soltanto da buona volontà e ignari dei principi di restauro di beni storico-artistici e del Codice dei Beni Culturali. «A forza di scrostare siamo arrivati a vedere noi cosa c’era sotto gli strati di intonaco», scrivono alcuni di loro, lamentando le «condizioni pietose di stanze e foyer». Tutta colpa dell’abbandono a cui il Teatro è stato lasciato in questi lunghi anni, secondo i volenterosi occupanti. Un abbandono, però, cui le istituzioni preposte alla tutela non hanno potuto rimediare da quando il Teatro è occupato e da quando, nonostante la denuncia pendente da anni, le autorità competenti non hanno provveduto a ripristinare la legalità di quel luogo. «Nel Teatro – spiega Muzzi – non può essere fatto nulla finché il Demanio non ne ritorna in possesso. La Regione aveva manifestato interesse a utilizzare la struttura per spettacoli e si erano avviate le pratiche per il passaggio dal Demanio. Ma tutto si arenò perché era impossibile trasferire il bene essendo occupato». Impossibile anche l’interesse di investitori o mecenati finché la struttura resta occupata.

Ma c’è di più, perché gli stessi occupanti fanno presenti situazioni di pericolo all’interno della struttura già dichiarata inagibile da una commissione di esperti: «Il pericolo è per chi occupa e per chi queste persone fanno entrare – denuncia Muzzi –. Noi capiamo la buona volontà di far vivere un bene come il Teatro Rossi, ma esistono dei limiti e delle regole. Non si può andare oltre la legge».

Eleonora Mancini