Soluzioni contro la criminalità : "Il nostro metodo per la città sicura"

Il questore Sebastiano Salvo e i problemi del quartiere Santa Maria e più in generale del centro storico "Sempre aggiornata una lista con i soggetti pericolosi da espellere. Così inviamo un messaggio chiaro".

"Il quartiere Santa Maria, al netto di dati comparati che permetterebbero analisi più approfondite, è certamente quello dove si concentra la maggiore attenzione delle forze di polizia per fenomeni che vanno dalla malamovida allo spaccio, dai danneggiamenti alle auto ai furti in abitazione. il quartiere ha anche il più alto numero di occhi elettronici di videosorveglianza urbana". Lo assicura il questore Sebastiano Salvo, rispondendo alle criticità denunciate nei giorni scorsi dai residenti e cogliendo, in un colloquio con La Nazione, anche l’occasione per fare il punto sul tema della sicurezza in città. "Non ci sono ricette magiche - ammette Salvo - se non quello di incrementare la presenza anche in orario notturno. Ora siamo in grado di garantire 3-4 pattuglie a notte per effettuare pattugliamenti dinamici che qualche risultato rispetto al mio insediamento di luglio stanno dando".

Si spieghi meglio.

"Intanto, il ripristino del servizio di Strade sicure, con il ritorno dei militari dell’esercito a presidiare stabilmente la Stazione, ci ha consentito di dare dinamicità alle pattuglie che prima invece erano costrette a restare ferme in quella zona. Eseguiamo periodicamente i cosiddetti pattuglioni interforze nel centro cittadino, soprattutto nelle zone della movida, fino almeno alle 2 di notte con risultati tangibili: ad esempio si è interrotto il fenomeno delle ‘guerre’ tra bande di pusher che si affrontavano sia alla stazione che nella zona di Vettovaglie. E questo lo si deve anche a un nuovo aspetto metodologico dei servizi".

Quale?

"Abbiamo già eseguito almeno 20-25 accompagnamenti coatti di stranieri irregolari con precedenti di polizia ai Cpr. Grazie a un lavoro meticoloso a valle: stiamo lavorando su una lista di diverse decine di soggetti espellibili che viene aggiornata di continuo e questo ci permette di programmare gli interventi". Una sorta di lavoro predittivo su chi deve essere allontanato perché irregolare, ma soprattutto perché è socialmente pericoloso.

"Esattamente. E’ un lavoro necessario perché così sappiamo prima quali sono i soggetti da allontanare e dove andarli a prendere. E l’effetto è immediato: significa togliere soggetti pericolosi dalla città per un lungo periodo e mandare segnali chiari alla criminalità che preferisce dare meno nell’occhio e abbassare il livello delle tensioni cittadine. Inoltre, la programmazione, grazie alla collaborazione con carabinieri e Guardia di finanza per i trasferimenti, permette di avere sempre sotto controllo, numeri alla mano, il lavoro da fare sulle strade. Anche la collaborazione con la polizia municipale è essenziale e funziona alla perfezione. Tutto frutto di una doppia strategia: quella in termini di polizia, ma anche a livello urbanistico in termini di riqualificazioni dei luoghi cittadini, in centro e non solo: penso ai progetti per la Stazione, ma anche in centro e al recupero dei portici dell’ex Palazzo della Provincia. A lungo termine queste misure incidono direttamente sulla sicurezza".