La facciata del Palazzo di Giustizia pisano
La facciata del Palazzo di Giustizia pisano

Pisa, 1 luglio 2021 - "Illegittima la delibera dichiarativa dello stato di emergenza adottata dal Consiglio dei ministri il 31/01/2020". E’ uno dei passaggi dell’articolata sentenza di marzo 2021 con la quale il Tribunale di Pisa (in composizione monocratica) ha assolto "perché il fatto non sussiste" due uomini, di origine straniera, trovati fuori casa a Cascina durante il lockdown duro, quello del 2020, senza una giustificazione valida (lavoro, salute e stato di necessità). Chiosando che "si dovrebbe procedere alla trasmissione degli atti al prefetto per la comminazione della sanzioner amministrativa". Lo stesso pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione.

Uno dei due è stato invece condannato a 4 mesi (concesse le attenuanti generiche) perché ‘forzò’ il posto di blocco e con lo scooter strusciò la ‘gazzella’ dei militari che riporò dei danni. L’altro, invece, scese e si fermò.

Un caso, quello sollevato a Pisa, trattato anche dalla rivista giuridica online "Professione giustizia". 

Il dispositivo analizza citando anche il parere di molti presidenti emeriti della Corte Costituzionale che già hanno evidenziato "l’incostituzionalità dei Dpcm".

Uno dei passi chiave: "In conclusione, la delibera dichiarativa dello stato di emergenza adottata dal Consiglio dei ministri il 31.1.2020 è illegittima per essere stata emanata in assenza dei presupposti legislativi, in quanto non è rinvenibile alcuna fonte avente forza di legge, ordinaria o costituzionale, che attribuisca al Consiglio dei ministri il potere di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario. A fronte della illegittimità della delibera del Cdm del 31.1.2020, devono reputarsi illegittimi tutti i successivi provvedimenti emessi per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19".